accadde…oggi: nel 1897 nasce Margaret Mahler, di Giorgia Lauro

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Dal punto di vista biografico, Margaret Mahler nasce in Ungheria il 10 maggio 1897; si interessa alla psicoanalisi sin da giovanissima quando incontra Sandor Ferenczi.

Ha studiato medicina presso l’Università di Budapest a partire dal 1917, prima di trasferirsi all’Università di Jena, in Germania, per studiare pediatria.

Si laurea nel 1922 e si stabilisce a Vienna in Austria. Inizia a studiare psicoanalisi a partire dal 1926; dopo diversi anni di lavoro con i bambini, la Mahler ottiene la certificazione come analista nel 1933.

Sposò Paul Mahler nel 1936 e la coppia fuggì dall’Austria quando i nazisti salirono al potere, stabilendosi in Gran Bretagna prima di trasferirsi a New York nel 1938.

Margaret Mahler ha insegnato terapia infantile ed è stata membro della New York Psychoanalytical Society e dell’Institute of Human Develpment.

Inoltre, è stata attivamente coinvolta nella ricerca incentrata sulla salute mentale in età pediatrica.

La sua carriera l’ha vista protagonista di un costante e attivo lavoro con bambini affetti da problematiche psicologiche, e fu tra le prime psicologhe a specializzarsi nel trattamento di bambini psicotici.

Ha inoltre co-fondato il Masters Children’s Center di New York con il suo collega Manuel Furer

È da qui che Margaret Mahler ha creato e insegnato il Modello di trattamento tripartito (Tripartite Treatment Model), ossia un approccio terapeutico che coinvolge sia il bambino che la madre.

La Mahler ha ricevuto diversi riconoscimenti per il suo lavoro nel corso della sua carriera, compreso il più alto riconoscimento del Barnard College, la Barnard Medal of Distincion, nel 1980.

Si è spenta a New York nel 1985.

Contributi alla psicologia

Il contributo più significativo di Margaret Mahler al campo della psicologia è stata indubbiamente la sua teoria della separazione-individuazione.

La Mahler credeva che i bambini esistessero in una fase simbiotica fino a quando non raggiungevano i sei mesi di età.

Durante questo periodo non sono consapevoli di ciò che li circonda e degli altri e sono solo consapevoli di se stessi come un tutt’uno con le loro madri.

Non vedono oltre questa relazione. Dopo circa sei mesi, inizia la fase di separazione-individuazione ed il bambino inizia distinguersi dalla madre, sviluppando così un’identità ed un Io individuali.

È durante questa fase che il bambino inizia anche a sviluppare abilità cognitive e padroneggiare la capacità di comunicare con gli altri.

Per Mahler, questa “nascita psicologica” procede secondo uno schema prevedibile:

  • la normale fase autistica si verifica durante le prime settimane di vita e mostra un piccolo impegno sociale. Tuttavia, la Mahler abbandonò questa fase più tardi nella sua carriera;
  • la normale fase simbiotica dura i primi sei mesi di vita e si verifica quando il bambino acquisisce consapevolezza dei caregiver ma non ha alcun senso di individualità;
  • la fase di separazione-individuazione si svolge a circa quattro o cinque mesi, quando il bambino inizia a sviluppare un senso di sé, separato dalla madre.

Questo è ulteriormente suddiviso in sotto-fasi che procedono in un ordine prevedibile:

  • la differenziazione, o “schiusa”, si verifica quando il bambino ottiene per la prima volta la consapevolezza di essere separato dalla madre;
  • la pratica si verifica quando l’infante diventa un bambino, acquisendo abilità motorie che gli consentono di esplorare il mondo indipendentemente dai suoi genitori;
  • il riavvicinamento segna un “distacco” dalla separazione, poiché il bambino diventa ansioso di separarsi dalla madre e cerca di riconquistare la vicinanza.

Questo può portare ad ansia da separazione e paure di abbandono. Quando un bambino sviluppa abilità linguistiche, questa fase si conclude.

La Mahler propose che all’inizio dello svoluppo il bambino non avesse un concetto di costanze dell’oggetto per la madre, il che significa che quando la madre scompare, cessa di esistere.

Questo concetto è simile alla teoria di Jean Piaget sulla permanenza dell’oggetto. Quando il bambino matura, la percezione di sua madre inizia ad evolversi ed il bambino interiorizza l’immagine di lei.

I bambini che conservano immagini interne positive delle loro madri continuano a sentirsi supportati durante l’età adulta, mentre quelli che non lo fanno possono lottare con insicurezze legate alle loro percezioni infantili.

La Mahler ha sostenuto che le interruzioni nella normale traiettoria di sviluppo potrebbero portare a comportamenti disadattivi, inclusa la psicosi infantile.

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