accadde…oggi: nel 1882 nasce Ștefania Mărăcineanu

https://it.wikipedia.org/wiki/%C8%98tefania_M%C4%83r%C4%83cineanu

Si sa poco della sua vita privata, solo che ha avuto probabilmente un’infanzia infelice. La Mărăcineanu ha conseguito la laurea in scienze fisiche e chimiche nel 1910, in seguito insegnò alla Central School for Girls di Bucarest.[1] Si recò successivamente a Parigi come ricercatrice all’Istituto Curie con Marie Curie dal 1919 al 1926. Nel 1924 conseguì il dottorato. All’Istituto Curie, la Mărăcineanu si dedicò allo studio l’emivita del polonio e riuscì a mettere a punto dei metodi per misurarne il decadimento alfa.[2] Questo lavoro la indusse a credere che gli isotopi radioattivi potessero essere formati dagli atomi a seguito dell’esposizione ai raggi alfa del polonio; un’osservazione che portò al Premio Nobel del 1935 di Irène Joliot-Curie.[3] Indagò anche sulla possibilità che la luce del sole inducesse la radioattività; tale lavoro fu contestato da altri ricercatori.[2]

La Mărăcineanu ha continuato a lavorare all’Osservatorio di Parigi fino al 1930, dopo di che tornò in Romania e condusse esperimenti per studiare il legame tra radioattività e pioggia, e le piogge con i terremoti.[2] Morì nel 1944, ma la data esatta e il motivo non sono note.[1]

Con l’aiuto della Romanian Science Academy scoprì la radioattività artificiale e avrebbe meritato di condividere il premio Nobel con Irene Curie, potendo così uscire dall’isolamento dal mondo scientifico in cui si trovò.

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