accadde…oggi: nel 1862 nasce Helene Schjerfbeck, di Paola Naldi

https://ragazzedimezzastagione.wordpress.com/tag/helene-schjerfbeck/

Helene Schjerfbeck nasce a Helsinki nel 1862 nella famiglia di Svante Schjerfbeck e Olga Johanna. I suoi sono di famiglie di origine svedese, trasferitisi in Finlandia nel 1788. Il padre è ferroviere. A 4 anni Helene cade da una scaletta e si rompe l’osso dell’anca sinistra. Non riprenderà più l’uso corretto della gamba e zoppicherà per il resto della vita. Non può andare a scuola e ha tempo per disegnare, dipingere e sviluppare il suo talento artistico. Nel 1873, a 11 anni, cinque anni più giovane degli altri allievi, s’iscrive alla scuola di disegno della Società d’Arte Finlandese.

Nel 1876 il padre muore di tubercolosi e la situazione economica della famiglia diventa difficile. La madre prende in casa pensionanti, in modo da tirare avanti. Helene riesce a continuare gli studi, grazie al sostegno d’insegnanti che credono nel suo talento. Il professor Asp le paga la retta dell’accademia privata di Adolf von Becker, dove impara le tecniche di pittura francesi. Verso la fine del decennio Helene, ancora giovane, comincia a diventare famosa in ambito finlandese. Nel 1879 (a 17 anni) vince un premio in una competizione organizzata dalla Società d’Arte Finlandese e nel 1880 partecipa a una mostra della medesima società. Lo stesso anno riceve anche una borsa di studio dal Senato Imperiale Russo (la Finlandia in questi anni fa parte dell’Impero russo) e può partire per Parigi. Qui entra in contatto con le correnti artistiche internazionali, soprattutto con gli impressionisti. La giovane artista si fa pubblicità partecipando a mostre, vendendo le sue opere quando possibile e lavorando come illustratrice.

Da Parigi si sposta poi a Firenze, Fiesole, Siena, Praga, San Pietroburgo, in Bretagna e in altre località particolarmente vivaci dal punto di vista artistico. Studia presso lo studio di pittura per signore di Madame Trélat de Vigny.

Nel 1881 inizia a frequentare l’Accademia privata Colarossi a Parig. Fa amicizia con altre pittrici finlandesi, Marianne Preindelsberger e Maria Wiik, e con loro ritorna in Bretagna. Conosce un pittore inglese, cui si lega sentimentalmente per un breve periodo. Nel 1885 (a 23 anni) riceve una medaglia di bronzo all’Esposizione Mondiale di Parigi.

Nel 1890, quando si aggravano i problemi di salute e la situazione economica dell’artista diventa più difficile, Helene torna in Finlandia e comincia a insegnare alla scuola di disegno della Società d’Arte Finlandese. Dopo due anni i problemi di salute diventano così gravi che non può più insegnare e si trasferisce nel 1902 a Hyvinkää con la vecchia madre. Rimane fuori della vita artistica finlandese, ma continua la corrispondenza con i suoi numerosi contatti che le mandano riviste d’arte e libri, in cui vede riproduzioni di quadri in bianco e nero. Così conosce per esempio l’opera di Vincent Van Gogh e Pablo Picasso. Vive per più di 20 anni nella piccola città, vicino ai binari della ferrovia. Qui dipinge i suoi ritratti più famosi: sua madre, i bambini del quartiere, le padrone di casa, le vicine di casa, i figli del capostazione, del giardiniere, del fornaio. Ritrae i 4 bambini del fabbro Mäkinen, soprattutto la piccola Katri. Diventati più grandi i quattro fratelli, Elma, Martha, Katri ed Einari, aiutano Helene e la madre nelle faccende di casa e portano loro il cibo ordinato al ristorante della stazione ferroviaria. Vivere una vita isolata in una comunità prevalentemente femminile dà a Helene la libertà artistica che desidera.

Nel 1917 (a 55 anni) è riscoperta dal mercante d’arte Gösta Stenman, che organizza la sua prima mostra privata e diverse mostre in Svezia. È grazie all’entusiasmo di Stenman che Helene trova spazio nel mondo dell’arte, dominato dagli uomini. Dopo aver raggiunto una posizione stabile continua a lavorare, diventa abbastanza famosa e gode di guadagni sicuri per la prima volta nella sua vita.

Gli ultimi anni li trascorre in Svezia, dove si trasferisce nel 1944 e dove muore nel 1946 a 83 anni, a Saltsjöbaden, nei pressi di Stoccolma.

Il suo stile subisce vari cambiamenti nel corso della sua attività artistica: viene definito prima realistico, poi romantico, impressionistico, simbolistico, espressionistico e infine anche astratto. Viene conosciuta soprattutto per i suoi autoritratti. Ne dipinge ben 36. Negli ultimi si arriva a una specie di decomposizione dei lineamenti. In essi analizza il proprio declino fisico e l’invecchiamento, riflettendo i propri stati d’animo. Le sue opere sono soprattutto raffigurazioni di donne e bambini. Le donne sono rappresentate mentre lavorano o sono immerse nei loro pensieri. Dipinge anche paesaggi e nature morte.

Nel 150° anniversario della sua nascita, nel 2012, viene emessa in Finlandia una moneta da 2 euro con la sua effigie. Le più importanti retrospettive si hanno ad Amburgo, a L’Aia e a Parigi nel 2007-2008, riportando il suo nome all’attenzione del mercato dell’arte.

Annunci