primo verso dal sonetto di Foscolo “A Zante”, di Adele Libero

Né più mai toccherò le sacre sponde
di quella fresca riva al Garigliano
dove s’andava in gita tra le fronde
a recitar odi e poemi piano.

Nel luccichio dell’acqua quelle tonde
piccole miche a richiamare invano
i pesci che danzavano nell’onde
attenti a scansar lesti la mia mano.

Lo spicchio di quei giorni è consumato
e solo in sogno si può rivedere
come una foto del tempo passato.

E dentro al cuore posso trattenere
le lacrime e il rimpianto ch’è costato
quel mondo antico dalle belle sere.

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