accadde…oggi: nel 1884 nasce Deiva De Angelis, di Alfredo Accatino

autoritratto con sigaretta, 1921

http://ilmuseoimmaginario.blogspot.com/2018/03/cattive-ragazze-deiva-de-angelis-da.html

Nata in una famiglia povera, probabilmente a Farneto, un borgo non lontano da Perugia, o a Piccione, vicino Gubbio, Deiva Terradura (si scoprirà poi anche il secondo cognome, Riposati) nacque intorno al 1885 e la mancanza di un atto di registrazione fa presumere che sia figlia di una ragazza madre.

Cresce in maniera semplice e forastica, ma ribelle e curiosa, sin da giovanissima, lascia l’Umbria per venire a Roma. Ma non vuole fare la servetta, come fanno le sue coetanee, preferisce vendere violette a Piazza di Spagna.

Molto bella, dal “sorriso seduttivo” secondo le testimonianze del tempo, anche se le poche foto esistenti ne esaltano invece i lineamenti duri, viene ben presto richiesta come modella dai pittori della vicina Via Margutta.

E’ così che conosce l’acquarellista e architetto liberty inglese William Walcot (nato però a Odessa in Russia nel 1871) giunto a Roma come docente del British Institute. Lei ha 18 anni, lui 32. Scoppia l’amore.

Va a vivere con lui e con lui inizia con lui a viaggiare e a soggiornare a Londra e a Parigi, dove entra per la prima volta in un museo, e dove vede le grandi opere dell’arte contemporanea. Si compie, di fatto, di colpo, la sua istruzione e si avvia alla pittura, colpita dalla trasgressione e dalla libertà dei fauves, le belve, dall’espressionismo di Van Gogh e dalle cromie di Gauguin.

Anton Giulio Bragaglia ricorda, in un articolo del 1925, la scoperta delle sue doti artistiche: “Walcot, che viveva a Roma, si attardava un giorno in pose su pose, non riuscendo a finire un suo quadro, il cui soggetto era proprio Deiva con una sua compagna modella. Difficile da ritrarre era quell’amica! Ma il pittore uscì per un momento e Deiva preso il carbone terminò la figura della compagna. Quando Walcot, tornando, vide, restò come trasognato. Da quel giorno Deiva fu pittrice.”

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