accadde…oggi: nel 1899 nasce Maria Luisa Astaldi, di Mario Turello

COSTANTINI ASTALDI MARIA LUISA

Nacque a Tricesimo (Udine) il 14 agosto 1899 da Giuseppe, insegnante, direttore didattico, filologo, studioso di lessicografia e toponomastica, e da Matilde Gnassi. Dopo aver frequentato il Liceo classico a Firenze ed essersi laureata in giurisprudenza a Roma, conseguì presso l’Università di Firenze il diploma per l’insegnamento della lingua e letteratura inglese. Nel 1923 sposò l’ingegnere Sante Astaldi, titolare di un’impresa internazionale di costruzioni edilizie (in occasione delle nozze, Bindo Chiurlo dedicò al padre della sposa due liriche gratulatorie, Acque sotterranee e L’albero), con il quale visitò molti Paesi esteri, soprattutto dell’Africa e dell’America Latina.

Agli esordi della sua carriera letteraria C. si dedicò sia alla saggistica che al romanzo: dopo un breve saggio sulla Letteratura russa del doporivoluzione (Roma, 1929), pubblicò Scrittrici d’America (Roma, 1930), una rassegna che nella prefazione già rivelava il peculiare taglio, storico-narrativo e fortemente soggettivo piuttosto che critico-documentario, che avrebbe caratterizzato i suoi studi – di anglistica soprattutto – e in particolare le opere biografiche. Nel 1931 uscì Canta che ti passa (Foligno, 1931), il primo dei suoi romanzi, al quale fecero seguito La fatica di volersi bene (Milano, 1933) e Una ragazza cresce (Milano, 1935), opere che costituiscono una trilogia per affinità tematica: la formazione e l’emancipazione delle giovani protagoniste borghesi, insofferenti del perbenismo ipocrita e retrivo del proprio milieu e anche del contesto politico nel caso di Una ragazza cresce, che fu tacciato di antifascismo. L’apparente allineamento con la politica di autarchia culturale di regime nel saggio su Nascita e vicende del romanzo italiano (Milano, 1939), uscito a cinque anni dal più breve Aspetti del romanzo d’oggi (Roma, 1934), suona ironico da parte della studiosa, che coltivò soprattutto le letterature straniere.

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