accadde…oggi: nel 1910 nasce Giorgina Arian Levi, di Giulio Disegni

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https://ilcalendariodelledonne.wordpress.com/le-donne-nate-a-torino-women-born-in-turin/

Giorgina Arian Levi, tra le molte cose che ha fatto in un secolo, ha dedicato la vita intera a capire e spiegare: capire le dinamiche della società e spiegare, soprattutto agli studenti e ai giovani, ma non solo a loro, che cosa è il pregiudizio e la diversità, come vanno combattuti e in cosa sono consistiti gli orrori del ’900.

Ci mancheranno la sua passione per la storia, soprattutto la storia orale, non come studio fine a se stesso, ma come maestra di vita, la sua ferma difesa dei valori della democrazia e dell’antifascismo, la sua radicata convinzione che “pregiudizi e calunnie secolari sono duri a morire e ricompaiono periodicamente per sostenere posizioni nazionalistiche estremistiche e interessi politici ed economici”, come ebbe a scrivere nel testo memorabile per una lezione agli studenti sull’antisemitismo nella storia pubblicato in appendice al volume “Tutto un secolo”.

I temi e i grandi problemi della società che le furono cari l’accompagnarono tutta la vita. L’impegno ebraico è stato una caratteristica costante e irrinunciabile di tutta la sua vita, dalla sua coraggiosa e fondamentale tesi di laurea alla Facoltà di Lettere di Torino nel 1933, in pieno fascismo e nell’anno dell’avvento di Hitler al potere, sull’evoluzione sociale-politica degli ebrei in Piemonte dalla Rivoluzione francese all’emancipazione, alla molteplicità di scritti, interventi e libri di memorialistica e di storia ebraica che hanno segnato in particolar modo l’ultimo decennio della sua lunga vita, dal suo impegno nella Comunità ebraica torinese alla fondazione e direzione per lunghi anni del periodico ebraico torinese “Ha Keillah”.

E poi l’impegno politico come Consigliere comunale a Torino, prima, e come deputata al Parlamento, poi. E i suoi interventi nelle più svariate sedi in favore del movimento operaio e delle sue rivendicazioni. Né si può dimenticare la scuola, l’insegnamento vissuto come una missione più che come un mestiere, tanto che generazioni di studenti hanno continuato sino agli ultimi mesi a cercarla, ad andarla a trovare, ad attingere dal suo sapere e dalla sua cultura. Quel sapere profondo che spaziava dalla storia alla politica all’economia alle scienze sociali.

E ancora la scuola come luogo dove raccontare agli studenti attraverso la sua esperienza di ebrea perseguitata, cacciata come insegnante in quanto ebrea, e di militante politica per trasmettere e far conoscere i principi cardine della democrazia e della lotta antifascista.

E infine l’amore per la scrittura, culminato in una produzione bibliografica di tutto rispetto specie negli ultimi anni di vita.

Dal Lingotto, storia di un quartiere operaio dal 1922 al 1973 ad Avrei capovolto le montagne, il racconto dell’esilio e dell’emigrazione forzata in Bolivia a causa delle famigerate leggi razziali del 1938 e della dura vita nelle miniere di Vila Apacheta e, via via, ai saggi di argomento ebraico pubblicati uno dopo l’altro senza sosta nell’ultimo decennio. Da Fuori dal Ghetto. Il 1848 degli ebrei a Isacco Levi. La religione del cuore, da Simeone Levi, diario di un antenato matematico ed egittologo a Un rabbino tunisino nei ghetti del Regno di Sardegna, da I Montagnana una famiglia ebraica piemontese e il movimento operaio, sino all’ultima fatica Tutto un secolo. Due donne ebree del 900 si raccontano, pubblicato a 95 anni.

La scrittura intesa quindi come passione civile e politica, che nasce dalla sete di libertà, mai disgiunta dalla disponibilità al dialogo con tutti e da un’attenzione e rispetto per le persone, specie le più deboli e indifese.

Scrive Giorgina in Tutto un secolo, a proposito della sua infanzia serena: “Un aspetto per me fondamentale dell’educazione ricevuta sin dall’infanzia dai miei genitori è stata la libertà”.