accadde…oggi: nel 1871 nasce Rina Monti, di Ariane Dröscher

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Poco si sa della vita privata di Rina Monti, se non che ebbe un carattere molto riservato. Proveniva da una famiglia di magistrati che nel 1859, per ragioni patriottiche, si era trasferita dall’Istria ad Arcisate, vicino a Como. Sia lei che suo fratello Achille (1863-1937), di otto anni maggiore, preferirono però gli studi scientifici a quelli giuridici. Rina si iscrisse quindi ai corsi di scienze naturali dell’Università di Pavia e nel 1892 ottenne la laurea a pieni voti. Rinunciò a diversi incarichi di insegnamento presso scuole secondarie per continuare le sue ricerche. Suo zio era professore di pediatria a Vienna, suo fratello Achille divenne professore di anatomia patologica a Palermo e Pavia, e sembra che anche Rina, pur consapevole delle difficoltà, fosse stata fin dall’inizio assai determinata a intraprendere la carriera universitaria.

Così rimase all’Università pavese; l’anno successivo fu nominata assistente di Francesco Sansoni (1853-1895), professore di mineralogia. Nel 1893 passò al Gabinetto di anatomia comparata di Leopoldo Maggi (1840-1904) e vi rimase fino al 1902. Nel 1899, a 28 anni, ottenne la libera docenza in anatomia e fisiologia comparata. Tre anni più tardi, sostituì Maggi nell’insegnamento e nella direzione del gabinetto, una posizione che dovette cedere tre anni dopo allorquando, dopo la morte di Maggi, la cattedra passò ufficialmente nelle mani di Andrea Giardina (1876-1948).

Rina cominciò a partecipare a vari concorsi nazionali, ricevendo lodi (e qualche critica) senza però riuscire a vincere. Nel 1905 venne incaricata dell’insegnamento di zoologia e anatomia comparata presso l’Università di Siena che era un piccolo ateneo, senza una Facoltà di scienze e con scarsissime attrezzature per la ricerca. Nel 1907 finalmente risultò seconda classificata in un concorso e come tale fu chiamata sulla cattedra di zoologia e anatomia comparata dell’Università di Sassari. Rina era la prima donna a salire su una cattedra universitaria del Regno d’Italia. L’ambiente dell’Ateneo sassarese, pur essendo piccolo e dotato di pochi mezzi, era vivace e incoraggiante, tanto che ella ricordò sempre con piacere quel periodo. Tre anni più tardi fu promossa a professore ordinario.  Nonostante la sua ferma intenzione a percorrere con successo la carriera accademica, Rina Monti non rinunciò a crearsi una propria famiglia. Sposò il geologo Augusto Stella (1863-1944), professore presso i politecnici di Torino e Roma. Dalla loro unione nacquero due figlie. Una di loro, Emilia Stella (1909-1994), continuò sulle orme di sua madre, diventando a sua volta una nota limnologa.Come negli altri paesi europei, pure in Italia la prima guerra mondiale ebbe un impatto considerevole sull’inserimento delle donne nel mondo del lavoro spesso chiamate a sostituire le posizioni lasciate vacante dagli uomini chiamati al fronte.

Nel 1915 Rina si trasferì a Pavia sulla prestigiosa cattedra di zoologia coprendo poi anche quella di anatomia comparata. Furono anni difficili, segnati dall’arrivo di soldati feriti e dalla quasi impossibilità di trovare mezzi per la ricerca. Nel 1924 fu comandata per curare, presso la neofondata Università di Milano, la sezione naturalistica. Vi rimase coprendo la cattedra di anatomia e fisiologia comparata della Facoltà di scienze nonchè l’incarico del corso di biologia generale e di zoologia e anatomia comparata per gli studenti della Facoltà medica. Nel 1936, su disposizione del Ministero, venne collocata a riposo e morì pochi mesi dopo, il 25 gennaio 1937, a soli 66 anni d’età

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