accadde…oggi: nel 1912 nasce Dina Bellotti

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Dina, diminutivo di Bernardina Bianca, nasce ad Alessandria il 2 ottobre 1912 da Carlo Alberto e Adelaide Barberis.

Il padre aveva un laboratorio per la costruzione di pianoforti ad Alessandria.

E’ subito evidente la sua predisposizione per il disegno; riceve i primi insegnamenti frequentando lo studio di Alberto Caffassi e poi di Arturo Mensi, direttore della Civica Pinacoteca alessandrina.

Nel 1930, convinti i genitori del proprio naturale talento, si iscrive all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino all’epoca presieduta da Mario Ceradini; ammessa direttamente al Corso Superiore di Pittura che segue con Cesare Ferro (1880-1934) cui “merito eminente” gli è stato affidato l’incarico di “aggiunto” al corso di Pittura di Giacomo Grosso. Ferro nel 1923 otterrà la cattedra di Disegno di figura e nel 1924 terrà il corso di tecnica dell’incisione a supporto dei corsi di Disegno e Pittura, cattedra che passerà dopo la prematura morte di Ferro a Marcello Boglione (1891-1957).

A Torino conosce l’opera di Alberto Savinio e di Giorgio De Chirico.

In questo ambiente si forma l’allieva Dina Bellotti, che nel 1934, conclude brillantemente gli studi conseguendo il Diploma all’età di ventidue anni e apre il suo primo studio in Via Bava 9.

Sono suoi compagni di Accademia: Adriano Sicbaldi, Piero Monti, Gigi Morbelli, Ermanno Politi, Nello Cambursano, Gioachino Nogaris e Mario Calandri, per citare coloro che otterranno una certa notorietà

Presso lo studio di Marcello Boglione la Bellotti approfondirà la tecnica dell’incisione, il “mestiere” che porterà ai più alti livelli.

Nel 1934 ottiene il “Premio della Regina” per l’acquaforte, e la somma di cinquemila lire per l’acquisto dell’incisione Per il passaggio del Piave dal Direttorio Nazionale dell’Associazione Combattenti.

Un’altra opera incisa Torino, piazza Emanuele Filiberto del 1938 esposta alla XXI Biennale Internazione d’Arte di Venezia è acquistata da S.M. il Re e oggi conservata nella Quadreria del Quirinale.

Ormai è entrata a pieno titolo nel mondo artistico e culturale torinese, e dal 1935 partecipa alle: Biennali di Venezia, Quadriennali di Torino, Biennale di Brera a Milano, Promotrici Sindacali di Belle Arti, Premio “Cremona”, Premio Suzzara solo per citarne alcune.

Nel giugno del 1939 con la famiglia, lascia la città di origine, e si trasferisce a Sestri Levante, in Via Umberto I al civico 38, l’amata città dei “due mari” diventa la prediletta.

Dal 1943 fino al 45 per la guerra, si trasferisce con la famiglia alle “Cascine di Loto” di San Bartolomeo, piccola frazione di Sestri Levante.

Nel 1938, 1940, 1942 e 1948 ha esposto alla Biennale di Venezia e ha partecipato anche alla Mostra itinerante nell’America Latina organizzata dallo stesso Ente Veneziano.

Nel 1949, per iniziativa del’Ente Provinciale del Turismo di Genova, partecipa presso la Galleria Müller di Buenos Aires alla Prima Mostra di Pittori e Scultori Liguri Contemporanei.

Nello stesso anno partecipa al raduno “Undici artisti a Bonassola” con Alberto Salietti, Emanuele Rambaldi, Antonio Discovolo, Orlando Grosso, prendendo contatto con la realtà artistica ligure.

Ha partecipato inoltre alle Quadriennali di Torino e a numerosi altri concorsi, ottenendo premi a Cannes, Alessandria, Torino, Roma, Suzzara, Biella.

A Forlì nel 1958, alla mostra voluta dall’editore Garzanti, le è stato assegnato il primo premio.

Nell’ottobre del 1960 si trasferisce a Roma dove il 10 agosto del 1959 aveva sposato il giornalista torinese Angelo Nizza (1905-1961) inviato speciale del quotidiano “La Stampa” presso la redazione romana. Abiteranno in Via Brunetti al 32, nei pressi di Piazza del Popolo.

Dopo soli due anni rimarrà vedova. Alla fine degli anni Settanta si trasferisce in di Borgo Santo Spirito 16, in prossimità del colonnato del Bernini.

“Del mare ho una nostalgia inguaribile”. Tornerà così, tutte le estati a Sestri Levante, alternando i soggiorni liguri con quelli veneti a Burano.

Ha esposto nel 1960 alla Mostra degli artisti romani al Palazzo delle Esposizioni.

Nel 1973 su invito del Comune di Roma, ordina una personale a Palazzo Braschi.

Al Museo del Cinema di Torino sono esposti in permanenza suoi ritratti di attori del teatro e del cinema italiano. E’ stata premiata alla Biennale d’Arte Sacra dell’Angelicum a Milano.

Primo premio fuori concorso alla mostra di Via Frattina a Roma cui partecipa con undici ritratti di attori e di attrici del cinema.

La vicinanza della sua nuova abitazione alla Città del Vaticano la porterà a frequentare l’ambiente ecclesiastico; fortificando il suo profondo spirito religioso.

Ha eseguito il ritratto di Giovanni XXIII, ma è Paolo VI salito al soglio pontificio nel 1963, che, riconoscendone le doti artistiche, le affida il ruolo ufficiale di “ritrattista dei pontefici”.

Al “colto mecenate”Giovanni Battista Montini dedicherà più di centotrenta ritratti di varie tecniche e dimensione. Continuerà la sua opera anche dopo il 1978 con il pontificato di Giovanni Paolo II, i cui ritratti , da lei eseguiti, verranno riprodotti in milioni di immagini, stampe, francobolli.

Ma fra i principi della Chiesa il più prediletto dalla pittrice fu il Cardinale Joseph Ratzinger, dal quale riceverà due prestigiosi riconoscimenti: l’Ordine austriaco delle arti e delle lettere e la commenda dell’insigne Accademia di belle arti e lettere.

Dina non vedrà l’ascesa al soglio pontificio dello stimato Cardinale Ratziger (19 aprile 2005) perché muore a Roma all’Ospedale Santo Spirito il 29 agosto 2003.

Sarà sepolta a Sestri Levante, nel cimitero della frazione di Santo Stefano, accanto ai genitori.

Solo un mese prima aveva programmato la donazione (poi non perfezionata) di otto dipinti della sua produzione ligure alla Fondazione “Galleria Rizzi” di Sestri Levante.

Sue opere si trovano nella Civica Galleria di Arte Moderna di Torino, nella Stamperia Nazionale di Roma, nella Pinacoteca Civica di Alessandria, nella Pinacoteca del Comune di Sestri Levante, nella Collezione Ford di New York e in numerose e prestigiose collezioni private. Nella collezione d’arte religiosa moderna in Vaticano, inaugurata da Paolo VI il 23 giugno 1973, è presente con un grande dipinto che rappresenta “La pesca miracolosa”.