omaggio a Gianni Rodari, il mio maestro, perché domani è il suo compleanno, di Daniela Domenici

https://danielaedintorni.com/2018/10/23/chi-vuole-una-filastrocca-dedicata-al-mio-maestro-gianni-rodari-nel-giorno-della-sua-nascita-di-daniela-domenici/

FILASTROCCA DELLO ZERO

C’era una volta
un povero Zero
tondo come un o,
tanto buono ma però
contava proprio zero e
nessuno
lo voleva in compagnia.
Una volta per caso
trovò il numero Uno
di cattivo umore perché
non riusciva a contare
fino a tre.
Vedendolo così nero
il piccolo Zero,
si fece coraggio,
sulla sua macchina
gli offerse un passaggio;
schiacciò l’acceleratore,
fiero assai dell’onore
di avere a bordo
un simile personaggio.
D’un tratto chi si vede
fermo sul marciapiede?
Il signor Tre
che si leva il cappello
e fa un inchino
fino al tombino…
e poi, per Giove
il Sette, l’Otto, il Nove
che fanno lo stesso.
Ma cosa era successo?
Che l’Uno e lo Zero
seduti vicini,
uno qua l’altro là
formavano un gran Dieci:
nientemeno, un’autorità!
Da quel giorno lo Zero
fu molto rispettato,
anzi da tutti i numeri
ricercato e corteggiato:
gli cedevano la destra
con zelo e premura
(di tenerlo a sinistra
avevano paura),
gli pagavano il cinema,
per il piccolo Zero
fu la felicità

INDOVINAMI INDOVINO

“Indovinami, Indovino,
tu che leggi nel destino:
l’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto o metà e metà?”.
“Trovo stampato nei miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un Carnevale e un Ferragosto
e il giorno dopo del lunedì
sarà sempre un martedì.
Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno!”.

ITALIA SOTTOZERO

Italia sottozero.
Lo stivale è ghiacciato.
Sta la neve sul Vesuvio
come panna sul cioccolato.

A Roma i busti di marmo
del Incio battono i denti
I gatti del Colosseo
a Roma, battono i denti.
Si pattina sul Po
e sui maggiori affluenti.

E’ gelata la coda
di un asino a Potenza.
Le gondole di Venezia
sono a letto con l’influenza.

Un pietoso alpinista
è partito da Torino
per mettere un berretto
sulla testa del Cervino.

Ma dov’è, dov’è  il mago
con la fiaccola fatata
che porti in tutte le case
una calda fiammata?

FILASTROCCHE SULLA PIOGGIA

Pioggia

Tic e tac

la pioggia cade,

cade svelta

sulle strade.

Balla e canta:

tic e tac.

Con l’ombrello

vo bel bello

nelle pozze

a far cic ciac.

Scendi scendi,

pioggia bella:

canta a tutti la novella

della nuvola piccina

che s’è sciolta stamattina.

…………………

Piove

Tic toc, tic toc … fanno i goccioloni.

In casa i bimbi stan buoni.

Dalle finestre guardano fuori

e sentono tanti rumori:

della pioggia il ticchettio,

della gente il chiacchierio,

di motori un gran fracasso …

Più non vogliono andare a spasso.

I rami scuote il vento

e quasi fa spavento.

I bambini sognano il sole

e lo chiaman con dolci parole.

…………..

Pioggerella

Sei tornata pioggerella,

che ogni cosa rifai bella?

Pioggerella d’argento,

tiepida e senza vento,

innaffia erbe e germogli

sugli alberi ancor spogli.

Finisci presto il tuo lavoro

e lascia passare il sole d’oro.

DUE FILASTROCCHE SULLA BEFANA

Mi hanno detto, cara Befana,
che tu riempi la calza di lana,
che tutti i bimbi, se stanno buoni,
da te ricevono ricchi doni.
Io buono sono sempre stato
ma un dono mai me l’hai portato.
Anche quest’anno nel calendario
tu passi proprio in perfetto orario,
ma ho paura, poveretto,
che tu viaggi in treno diretto:
un treno che salta tante stazioni
dove ci sono bimbi buoni.
Io questa lettera ti ho mandato
per farti prendere l’accelerato!
O cara Befana, prendi un trenino
che fermi a casa d’ogni bambino,
che fermi alle case dei poveretti
con tanti doni e tanti confetti.

……………………

Viene viene la Befana
Da una terra assai lontana,
così lontana che non c’è…
la Befana, sai chi è?
La Befana viene viene,

se stai zitto la senti bene:
se stai zitto ti addormenti,
la Befana più non senti.
La Befana, poveretta,
si confonde per la fretta:
invece del treno che avevo ordinato
un po’ di carbone mi ha lasciato.