accadde…oggi: nel 1928 nasce Giovanna Bemporad, di Alessandra Briganti

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Giovanna Bemporad nasce a Ferrara nel 1928 ed esordisce giovanissima con una traduzione dell’Eneide in endecasillabi sciolti alla quale segue Esercizi (1948), una scelta di sue poesie e traduzioni densa di forza rappresentativa che va dai poemi indiani dei Veda attraverso gli antichi greci fino ai simbolisti francesi e ai moderni lirici tedeschi Hölderlin, Rilke e George.

L’opera, che ha avuto una nuova edizione accresciuta nel 1980, testimonia in modo esemplare una operatività che sancisce al massimo livello l’identità del testo creato e ricreato e costituisce un vero modello generazionale di irraggiungibile perfezione nella sua strenua fedeltà all’assoluto della poesia, impavidamente anticonformista rispetto alle mode correnti.

Il rigore ascetico di questa vocazione, che implica una dedizione totale a ciò che, come è stato detto, “è solo scandalosamente poesia”, venne chiaramente percepito dai giovani contemporanei per i quali la Bemporad divenne un sicuro punto di riferimento, anche se poi, seguendo l’urgenza della cronaca, essi avrebbero preso tutt’altra strada.

Lo stesso Pasolini, a proposito della Bemporad, sottolineava l’incolmabile distanza tra poesia-cronaca e poesia senza aggettivi, esprimendo acuta mente «il rimpianto di quella poesia che è azione essa stessa nel suo distacco dalle cose, nella sua musica che non esprime nulla se non la propria arida e sublime passione per se stessa».

E questo è il motivo per cui gli Esercizi continuano a rappresentare un testo esemplare, accanto alla colossale opera di traduzione che, dopo l’Eneide, ha investito nel tempo testi di Goethe (Elegia di Marienbad), di Hofmannsthal (Elettra), di Novalis (Inni alla notte) e, prima tra tutte, l’Odissea, opera della vita.

L’Odissea della Bemporad, purtroppo ancora incompleta, attraverso il recupero di un endecasillabo dall’ampio respiro, restaura il proprio ritmo e, con esso, l’organizzazione formale della parola intesa quale entità vivente che traghetta il senso della vita da un tempo ad un altro tempo.

La Bemporad dichiara di aver posto la propria vita al servizio della parola che essa conduce dal passato al futuro, facendone vibrare la voce fino a vertiginose altezze.