accadde…oggi: nel 1856 nasce Louise Catherine Breslau, di Paola Naldi

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Louise Catherine Breslau nasce nel 1856 a Monaco di Baviera, da una famiglia di origine ebraica. Nel 1858 il padre accetta l’incarico di professore e primario di Ostetricia e Ginecologia all’Università di Zurigo e la famiglia si trasferisce in Svizzera. Nel 1866 il padre muore per una grave infezione. Soffrendo di asma, Louise passa molto tempo della propria infanzia confinata in un letto. Viene mandata in un convento sul lago di Costanza, per trovare un clima più favorevole al suo problema. Studia pianoforte e scopre le proprie propensioni artistiche. Dal 1874 prende lezioni private di pittura, ma si convince che, se vuole veramente realizzare il sogno di dedicarsi all’arte, deve studiare in modo sistematico. Decide pertanto di iscriversi all’Accademia Julian a Parigi. Nel 1879 debutta al Salon di Parigi, dove espone regolarmente per alcuni anni. Riceve riconoscimenti e commissioni da parte della ricca borghesia cittadina, per cui apre un proprio studio e cambia il nome in quello con cui è ufficialmente conosciuta. Viene chiamata a far parte della giuria della Sociatà Nazionale di Belle Arti parigina. Ottiene, prima donna artista straniera, il riconoscimento della Legion d’Onore. Nei suoi viaggi di studio in Bretagna conosce il pittore svedese Ernst Josephson, cui si lega d’amicizia per un periodo. Ha in seguito uno stretto rapporto con lo scultore Emile- Antoine Bourdelle. Dal 1890 torna in Svizzera, partecipando a varie esposizioni. Dal 1900 rientra a Parigi e con la collega Madeleine Zillhardt si stabilisce a Neully-sur Seine. Viaggia per perfezionare la sua tecnica e si reca in Italia, Germania, Olanda e Gran Bretagna. Ottiene l’amicizia e l’ammirazione d’importanti artisti del suo tempo, come Degas e Anatole France. Lo scoppio della prima guerra mondiale rallenta la sua attività, che riprende dal 1921, con i ritratti. Sebbene naturalizzata in Svizzera, Mary mostra lealtà verso i francesi, disegnando numerosi ritratti di soldati e infermieri francesi diretti al fronte: dipinti da lasciare alle loro famiglie. Negli ultimi anni della sua vita si dedica a dipingere i fiori del suo giardino e a ricevere amici.

Muore nel 1927, dopo lunga malattia. Nel 1928 la Scuola di Belle Arti di Parigi le dedica una retrospettiva, cui ne segue un’altra nel 1932.

Sue opere si trovano al Louvre, al Musée d’Orsay, al Musée Carnavalet a Parigi, oltre che in altri musei francesi (Grenoble, Digione, Strasburgo, Nizza, Carprentas…), al British Museum di Londra, alla National Gallery of Ireland, nei musei di Berna, Losanna e Basilea in Svizzera, per citarne solo alcuni. La sua presenza presso importanti istituzioni testimonia il prestigio di cui godeva un tempo. Poi, come succede alla maggior parte delle artiste, il suo nome viene trascurato nella storia dell’arte ufficiale. Considerata una dei migliori ritrattisti della Parigi del XIX secolo, solo recentemente critici d’arte e commercianti hanno ravvivato l’interesse per i suoi lavori.

I suoi ritratti si caratterizzano per l’espressività dei volti e la raffinatezza dei colori.