accadde…oggi: nel 1867 nasce Carmen de Burgos, la prima reporter di guerra, di Paola Iotti

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Carmen de Burgos è un nome che l’oblio del tempo e la censura del regime franchista hanno nascosto con un velo di polvere.

Va ricordata come una giornalista che ha lottato per i diritti delle donne spagnole e la prima, in quel paese, a ricoprire il ruolo di corrispondente di guerra durante il conflitto tra Spagna e Marocco, avvenuto nel 1909.

Nasce ad Almería, in Spagna, il 10 dicembre del 1867 dove vive un’infanzia privilegiata assieme a nove fratelli:

il padre era viceconsole in Portogallo e possedeva terreni e una miniera d’oro.

Quando ha 16 anni, la sua vita subisce una svolta che la segnerà dolorosamente, contribuendo a trasformarne la personalità.

La ragazza si innamora di Arturo, un giornalista con il doppio dei suoi anni, che la conquista con poesie d’amore. Il padre nega il consenso alle nozze ma, alla fine, cede alle insistenze della figlia decidendo, però, di non partecipare alla cerimonia.

Carmen de Burgos, il matrimonio

Carmen de Burgos mostra lo spirito che la caratterizzerà attraversando la navata della chiesa a testa alta, senza il padre a fianco, sicura di una scelta con cui si illude di raggiungere l’indipendenza, allontanandosi dal controllo familiare.

In realtà, nella Spagna di inizio secolo l’uomo deteneva il dominio incontrastato, essendo protagonista nelle decisioni familiari, sociali e politiche:

la donna, da proprietà della famiglia, col matrimonio diventava soltanto proprietà del marito.

Carmen si accorge, ben presto, della reale personalità di Arturo: diventato coniuge, smette di scriverle poesie d’amore e la tradisce, umiliandola e picchiandola.

La donna capisce che quel matrimonio è una prigione e l’unico modo per fuggire è rendersi indipendente con un lavoro. In Spagna non è ammesso il divorzio e le donne sposate non hanno il passaporto, dato che possono viaggiare solo con il marito o col suo consenso.

Ritratto di Carmen de Burgos
Ritratto di Carmen de Burgos

Carmen de Burgos studia la notte, di nascosto, per prendere il diploma di maestra.

Nel frattempo nascono quattro figli ma solo l’ultima, Maria, sopravvive e alla sofferenza matrimoniale si accompagna il dolore per la perdita di tre neonati.

Quando la Burgos ottiene il diploma di maestra per corrispondenza, fugge con la figlia: ha trent’anni e Maria quattro.

Si trasferisce a Madrid e insegna in una scuola elementare, ma il suo desiderio è diventare giornalista.

Carmen de Burgos e il giornalismo

Nella capitale la vita culturale e intellettuale è intensa: visita le redazioni dei giornali portando i suoi articoli che trattano la condizione della donna.

El Globo le dà una rubrica fissa mentre Diario Universal, nel 1903, le concede uno spazio giornaliero in cui tratta argomenti tipicamente femminili introducendo pillole di idee liberali: mentre elargisce consigli alle casalinghe su bellezza e gestione della casa, riesce a inserire frasi sulla condizione femminile e, in generale, sui diritti umani, con cui cerca di responsabilizzare il lettore.

Colombine Carmen de Burgos

Colombine Carmen de Burgos

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Colombine Carmen de Burgos

Per pubblicare i suoi articoli, dovette spesso nascondersi dietro a pseudonimi e il più famoso di tutti fu Colombine, coniato dal direttore del Diario Universal.

Dopo il fallimento, nel 1901, di una legge spagnola sul divorzio, Carmen ripropone la questione tre anni dopo, dando vita a uno scambio di opinioni con i lettori che le scrivono molte lettere:

le missive costituiranno la base del libro che pubblicherà dal titolo “ il divorzio in Spagna“.

Sarà tra le prime giornaliste a organizzare sondaggi e pubblicare rapporti sulle opinioni raccolte dal pubblico.

Per mantenersi, scrive romanzi sentimentali, molto apprezzati all’epoca, che arricchiva di temi importanti sottolineando l’ingiustizia che conduce a trattare diversamente l’adultero se uomo o donna, così come la nascita di figli illegittimi la cui responsabilità viene attribuita solo alla donna;

in generale, nei racconti denuncia gli abusi subiti dalle donne all’interno del matrimonio.

Nel 1905 ottiene una borsa di studio dal Ministero della Pubblica Istruzione e può viaggiare per studiare i sistemi educativi di altri paesi, tra cui la Francia.

Al ritorno diventa un punto di riferimento per le donne che vogliono emanciparsi e una delle protagoniste della vita intellettuale di Madrid.

Frequentando salotti e convegni conosce Ramon Gomez de la Serna, uno scrittore del movimento futurista di vent’anni più giovane di cui si innamora, ricambiata.

Scrive per il quotidiano Madrid Heraldo.

Carmen de Burgos prima inviata di guerra

Quando, nel 1909, scoppia la guerra tra Spagna e Marocco, Carmen ottiene di essere inviata come corrispondente di guerra.

Una donna spagnola non era mai stata sul fronte di un combattimento, che vuole raccontare da un punto di vista differente rispetto al passato.

La prima tappa del viaggio è Malaga, dove la presidente della Croce Rossa la informa che l’ospedale da campo verrà montato in quella località, che fronteggia il Marocco, perché il territorio africano è ritenuto troppo pericoloso.

Gli scontri tra spagnoli e marocchini provocavano, però, un numero enorme di morti e feriti: gli assalti divennero talmente cruenti che il governo spagnolo fu costretto a inviare le crocerossine.

Carmen de Burgos coglie l’occasione per aggregarsi a loro e, il 29 agosto 1909, parte a bordo di un mercantile per Melilla, sulla costa del Marocco, dove si organizza l’ospedale da campo.

La Burgos desidera raggiungere la trincea ma per una donna spagnola è impensabile.

Il destino sembra però aiutarla:

nell’accampamento delle truppe iberiche, vicinissimo alla linea del fronte, viene organizzata una cerimonia di consegna delle croci di merito al valor militare a ufficiali e soldati.

La giornalista è invitata per scrivere un resoconto da inviare al giornale.

La cerimonia fu un momento toccante ma, una volta terminata, Carmen approfitta del buio e della confusione per raggiungere la trincea invece di rientrare a Melilla.

Armata solo di matita e taccuino, trascorre una lunga notte con i soldati raccogliendone le testimonianze negli stretti cunicoli infangati e sporchi, respirando la loro disperazione col sottofondo di raffiche di mitragliatrice e colpi di cannone.

Carmen de Burgos con i soldati spagnoli a Melilla

Carmen de Burgos, nel centro, insieme ai soldati spagnoli nella Guerra di Melilla. Francisco Goñi

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Foto di Francisco Goñi, Carmen de Burgos con i soldati spagnoli a Guerra di Melilla

Sorseggia il tè preparato dai militari e servito su una cassa di munizioni:

Carmen ascolta i racconti delle loro vite, la paura di morire, la nostalgia di casa e degli affetti familiari con grande sensibilità.

Negli articoli che pubblicherà, emerge la consapevolezza dell’uguaglianza delle persone e del ruolo della guerra che le asserve a interessi politici ed economici, trasformandole in assassini.

Dopo la notte trascorsa in trincea, Carmen è felice per aver realizzato l’impresa ma, prima di rientrare in Spagna, decide di incontrare le donne arabe per toccare con mano la realtà femminile nel paese.

La giornalista cammina lungo le vie di Melilla senza vederne nessuna finché varca un portone socchiuso ed entra in un cortile. Dalle finestre, alcune donne la guardano incuriosite:

Carmen sorride congiungendo le mani per salutare, incoraggiandole a uscire.

Non riescono a comunicare verbalmente ma l’empatia crea una forte vicinanza.

Le offrono del tè e, quando una ragazza osserva incuriosita il suo cappellino, Carmen le regala un fiore di stoffa che l’araba ricambia con delle uova.

Le donne islamiche, all’interno della famiglia disponevano di una certa libertà e di un grande potere economico ma non potevano uscire di casa e, pertanto, non accettano l’invito di Carmen a seguirla.

Gli articoli che la Burgos pubblica ebbero una notevole risonanza e la spinsero a scrivere un libro sulla guerra, che ottenne analogo successo.

Carmen de Burgos, la lotta per i diritti delle donne

Dopo aver descritto le battaglie militari in Marocco, Colombine intraprende una lotta a favore delle donne sul tema del divorzio e del diritto di voto.

La legislazione spagnola mostrava una maggiore rigidità rispetto alle altre nazioni europee.

Quando, nel 1913, la Norvegia riconosce per la prima volta il diritto di voto femminile, Carmen de Burgos è entusiasta e si reca in quella nazione per raccontare la storica conquista.

Il suo spirito di avventura la spinge a partire per Oslo assieme alla figlia Maria, che ha 21 anni.

Nel 1914 Carmen sta scrivendo un articolo quando Maria entra nella stanza d’albergo di Oslo per annunciare lo scoppio della guerra.

Avevano in programma di recarsi in Russia ma decidono di rientrare subito in Spagna.

Sul treno diretto ad Amburgo circola la voce che le due donne siano spie russe.

A Berlino la situazione degenera perché salgono a bordo alcuni soldati che perquisiscono i bagagli e trovano guide e vocabolario russo, nonché una lettera per l’ambasciatore spagnolo a San Pietroburgo e corrispondenza con amici moscoviti.

Un gruppetto di viaggiatori tedeschi le circonda, mormorando che sono spie russe: uno di loro getta a terra Maria e strattona l’abito di Carmen.

In loro soccorso interviene un ufficiale tedesco che conosce il francese e riesce a capire che sono cittadine spagnole:

grazie a lui, madre e figlia salgono su un convoglio diretto ad Amburgo, da cui potranno imbarcarsi su una nave.

Purtroppo il porto della città è circondato da mine e il traffico bloccato a tempo indeterminato.

Le donne, sottoposte a continue perquisizioni da parte dei soldati, sono allo stremo e la figlia è terrorizzata dalla prepotenza dei militari, che approfittano della mancanza di un accompagnatore.

La forza di Carmen rianima Maria e, finalmente, la loro nave parte, portandole in Spagna.

La Burgos prosegue l’attività di giornalista alternando la lotta per l’emancipazione femminile con l’attività di traduttrice di scrittori francesi, inglesi e italiani come Emilio Salgari. Scrive anche una commedia che viene interpretata dalla figlia.

Nel 1931 le donne spagnole ottengono il diritto ad essere elette:

non potevano ancora votare – avverrà nel 1933 – ma era loro concessa la candidatura.

Carmen de Burgos si presenta subito nelle file del partito repubblicano, iniziando a tenere comizi e dedicandosi all’attività politica con grande ardore.

Fu proprio su uno di questi palchi che, mentre sostiene con fervore i diritti femminili, si accascia per un malore.

Era il 9 ottobre del 1932:

Carmen de Burgos, prima donna spagnola corrispondente di guerra, muore sul campo per un attacco di cuore combattendo per gli ideali in cui ha sempre creduto.

Una donna che ha contribuito a sostenere i diritti delle donne e che ha affrontato temi quali la guerra, l’omosessualità e la tutela dell’infanzia dimostrando che la volontà permette di superare ostacoli e realizzare sogni, indipendentemente dal sesso di appartenenza.