accadde…oggi: nel 1768 nasce Marie Guillemine Benoist

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Marie Guillemine Benoist (1768 – 1826) è una delle più grandi pittrici del neoclassicismo francese.

[autoritratto, 1790, olio su tela.]

È Allieva di Elizabeth Vigee –Lebrun, altra grandiosa pittrice di cui puoi leggere un post dedicato nella rubrica “Le grandi dimenticate”.

La Benoist crea opere virtuosissime tecnicamente e molto politicamente impegnate. Viene ricordata infatti come una pittrice scomoda e rivoluzionaria perché sceglie, oltre ai temi “classici” rivisitati, anche temi sociali scottanti.

L’opera rappresentativa di Marie è senza dubbio “Ritratto di una nera”

“Ritratto di una nera”, 1800, olio su tela, 81 * 65, Parigi, Louvre.

Scelta molto audace per l’epoca in una società dove le persone di colore sono emarginate e, se compaiono nelle opere è solo per ruoli minori. Non è concessa loro la cittadinanza, così come alle donne.

Sfida la diceria secondo la quale non è possibile rendere verosimile la pelle nera su tela.
L’opera è realizzata dopo la liberazione della schiavitù in Francia, ciò nonostante non fu ben accolta.

Nonostante molteplici difficoltà incontrate nella sua vita riesce, grazie ad una tempra e ad un carattere fortissimo, a diventare pittrice ufficiale di Francia.

Napoleone nel 1804 afferma ufficialmente l’incapacità giuridica delle donne. Secondo il codice civile la donna sposata è giuridicamente incapace, perciò deve essere sottomessa all’uomo: al potere virile del padre, dei fratelli e del marito. Non è un soggetto degno di indipendenza a livello sociale e politico perché deve vivere sotto la tutela dell’uomo.

Espose per la prima volta nel Salon del 1791 con una tela di soggetto mitologico, Psyche dà l’addio alla sua famiglia.

Nella stessa epoca realizza il dipinto “L’Innocenza tra la Virtù e il Vizio”.

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[1790, olio su tela, 87 * 115, collezione privata]

Sotto l’apparenza del tema mitologico, sembra riflettere le sue convinzioni femministe, essendo il Vizio rappresentato con aspetto maschile, quando veniva tradizionalmente rappresentato in aspetto femminile.

Nel Salon del 1804 ottenne la medaglia d’oro e una pensione governativa. In questo periodo aprì uno studio riservato alle sole donne. Una pittrice che ha speso la sua vita e la sua arte a servizio dei più deboli ed emarginati non può e non deve essere dimenticata.

Una breve carrellata delle sue più celebri opere:

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“Paolina Bonaparte principessa borghese” 1808

 

“Ritratto del barone Larrey”

 

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“Elisa Napoleone Baciocchi”

 

“Il sonno di infanzia e la vecchiaia” olio su tela 118 * 89 collezione privata
“Elisa Bonaparte Granduchessa di Toscana” 1805