Il vento trascina, di Loredana De Vita, Nulla Die edizioni, recensione di Daniela Domenici

“Il vento trascina” recensione di Daniela Domenici

Struggente, suadente, splendido, in una sola parola: superlativo! Sono appena riemersa da questo libro più recente della docente e scrittrice napoletana Loredana De Vita il cui vento mi ha trascinato fino alla fine in un soffio regalandomi emozioni ineffabili che volano ancora in me mentre scrivo queste parole che vorrei riuscissero a trasmettervi la profonda bellezza di quest’opera che è un inno alla speranza oltre il dolore, un desiderio di archiviare per ricominciare e tanto altro ancora.

Loveth e Tommaso, il/la protagonista di questa storia immaginata da De Vita, lei di origine africana lui dell’isola di Capri, s’incontrano in un luogo che è il simbolo della chiusura e dell’isolamento e provano lentamente, con coraggiosa condivisione, a uscire dalle rispettive storie di dolori subiti per poi decidere, con libera consapevolezza, di ricominciare anzi, di cominciare a vivere quella vita che è stata rubata loro, in modi e per motivi diversi, e che li aspetta insieme al mare, al sole e al vento, finalmente con la dolcezza, i sorrisi e il rispetto che non hanno mai ricevuto.

Oltre a Tommaso e a Loveth (l’autrice, docente d’inglese, ci dice che, nella lingua antica, significava “che ama”, nomen omen…) c’è Roy Batty, il replicante del celebre film “Blade Runner”, che diventa per Tommaso bambino e poi uomo una presenza costante, una sorta di voce interiore che gli sta vicino negli anni dolorosi della sua crescita e che decide di andarsene da lui con queste parole “prima dell’inizio c’erano Loveth e Tommaso, piegati, ma non spezzati. C’erano e ci sono ancora, Tommaso e Loveth, coraggiosi abbastanza da riuscire ad amare il sole e la luna e da lasciarsi abbracciare e cullare da quel vento che trascina mentre io, Roy, ho ripreso il mio volo…”.

Grazie di vero cuore a Loredana De Vita per aver dato voce, talvolta con parole e immagini molto crude ma necessarie, alle tante Loveth e ai tanti Tommaso che vivono intorno a noi e che spesso non hanno il coraggio e la forza di uscire dalle violenze subite, dall’amore mai avuto, dall’accettazione passiva per sopravvivere; sta a noi regalare attenzione, ascolto e amore perché il vento trascini anche loro fuori dai loro silenzi densi di parole…