nel nuovo anno tenete tutto, di Cinzia Pennati

Nel nuovo anno tenete tutto.

La verità è che non dovremmo cambiare niente.

Potremmo chiedere delle “noi” più solide, ma la solidità è impastata alla nostra fragilità.
Quindi teniamo solidità e fragilita.

Teniamo i momenti di dolore e la sofferenza che sono il varco per accedere agli accenni di felicità.

Teniamo il tempo che passa. Il corpo che si fa più accessibile, meno pretenzioso, pelle e cuore si stanno allineando e non si vergognano più.
Resta pure lui.

Teniamo l’ansia e la paura, compagne di sempre, sono le spinte verso il movimento, le domande necessarie e la consapevolezza che qualcosa non sta funzionando.

Teniamo l’incertezza che ci divora, ci logora talvolta, ci fa chiedere costantemente dove siamo e chi siamo. Sono i dubbi che ci permettono la ricerca di senso.
Quindi teniamo entrambi. Incertezza e dubbi.

Teniamo le madri che siamo, il tempo del fallimento, del “non so”, del perdono. Senza l’ inadeguatezza non saremmo per i nostri figli cuore in cui riconoscersi.

Teniamoci pure l’instabilità economica” anche se a volte è dura. Quella instabilità, spesso, corrisponde al nostro asso nella manica: la libertà emotiva.
Lei resta sicuro.

Non dovremmo cambiare la nostra storia. Ogni attimo ha avuto il suo senso. Ogni anno le sue occasioni. Ogni dolore i suoi perché.

Non c’è niente di così importante e urgente che continuare a spingere la nostra esistenza e vivere la vita che desideriamo.

A costo di non apparire. Non piacere. Non accondiscendere.

Allora il tempo diventa il nostro tempo.
Ciò che siamo. Ciò a cui aspiriamo.

E, spesso, se succede qualcosa è quando non succede proprio niente.

Tenete tutto. Tenete voi stesse all’altezza del cuore. Lì dove batte.

Sentite il rumore?

Siamo vive. Siete vive.