il tempo che resta, di Cinzia Pennati

Il tempo che resta.

Arriva un tempo in cui bisogna disfarsi di tutto ciò che non è legato alla profondità dei sogni.
Disfarsi del dover essere e dover fare.

Un tempo in cui incenerire la docilità e permettersi le ambizioni.

Un tempo in cui la maternità non sia più il destino che accomuna le donne.

In cui la rassegnazione venga spazzata via, insieme al fardello della colpa.

Arriva un tempo in cui è il momento di fare rumore e di farsi sentire.
Esisto. Ci sono. Posso.

Un tempo in cui attrezzare la generazione successiva. Che sia pronta.

In cui abbandonare la strada delle richieste, in cui non possiamo più tagliare pezzi di noi per accontentare l’altro.

Un tempo in cui il passo è nostro. La strada non è tracciata.

Arriva un momento in cui il tempo che ti resta è minore di quello che è passato e, allora, non si può più aspettare.

Gli oggetti non compensano più, il vuoto c’è ed è in bella vista.

In cui non basta un vestito nuovo per dimenticare, nemmeno una promessa.

In cui siamo noi il nostro futuro.

Arriva un tempo in cui non ci meritiamo di essere felici, proviamo a essere felici.

Il prezzo è la solitudine.

Il dono, il tempo che resta.