quanto è importante l’abbraccio di un padre per i figli, e se manca? di Cinzia Pennatii

Quanto è importante l’abbraccio di un padre per i figli? E se manca?

Io e le girls eravamo a cena insieme ad amici. Una grande sala, adulti da una parte e ragazzi dall’altra.

Ad un certo punto arriva un nostro amico che era stato fuori per un paio di giorni.

Entra nella sala, saluta sua moglie, poi cerca i suoi figli. Sua figlia, undici anni, appena lo vede gli corre incontro. Si abbracciano.

Un abbraccio lungo.

Il viso di lei sparisce dentro al suo petto. Lui le ha dà due baci sulla testa. Sono stati lì. Stretti.

Ho pensato a quanto sia importante l’abbraccio di un padre.

Un uomo che ti rivolge uno sguardo d’amore incondizionato.

Un abbraccio che ti fa sentire bene. Due occhi che ti dicono: sei bella.

Forse è lì che inizi a crederci.

Dentro alle sue braccia trovi la fiducia verso il mondo. Verso l’altro.

E niente ho guardato le mie figlie, ho sperato che fossero disattente, perché a me è arrivata improvvisa una morsa allo stomaco.

La verità è che per le mie figlie avrei voluto un’altra storia, credo sarà sempre così e non smetterò mai di domandarmi se potevo fare meglio.

La verità è che il mio abbraccio deve valere per due, deve convincerle che sono belle e che ce la faranno.

Deve insegnare la fiducia verso l’altro, anche quando l’altro è manchevole. Compito difficilissimo.

Nel frattempo, però, continuo ad abbracciarle, come fossi due, anche se sono una. Continuo con ostinazione, senza perdere la speranza.

Le ho guardate, parlottavano felici con i loro compagni di tavolo. Una rideva di gusto. Ho pensato alla malinconia, a quegli abbracci che dovrebbero essere cura ma ho pensato anche a quello che riescono a mettere in campo dentro alle difficoltà.

Ho pensato che stavano bene e che l’abbraccio di un padre vale oro, ma quello di una madre, a volte, vale due.

Il primo è per accudire, il secondo è per poter superare.

E insegna la felicità.