o risorgiamo insieme o non risorgiamo affatto, buona Pasqua, di Cinzia Pennati

O risorgiamo insieme o non risorgiamo affatto. Buona Pasqua.

E poi succede. Succede che pensi a chi ami, lontano da te, alla sua solitudine che è anche la tua.

Succede che una domenica di Pasqua, una famiglia qualunque,  intorno ad un tavolo, ti sembri un lusso.

Ti sembrano un lusso il cibo preparato e condiviso, le chiacchiere, il vociferare allegro dei figli, i malumori di qualcuno; persino quel parente che non sopporti, ora ti appare un miraggio.

Da oggi in poi selezioneremo, faremo “pulizia” nei nostri rapporti, salvando quelli sinceri. O forse nulla cambierà.

Le uova, il cioccolato, la colomba oggi, non mancheranno, ma non sarà la stessa cosa, lo sappiamo. Sarà un’altra Pasqua.

Certamente più triste.

Saremmo stolti a non pensarla così.

Sarà triste per chi ha perso qualcuno e non ha potuto nemmeno dirgli addio.

Oggi non si possono dimenticare quelle bare in fila. Uomini e donne del nostro tempo.

 

Sarà triste per chi, semplicemente, vive solo. Per scelta o sorte.

 

Sarà triste per tutti quegli anziani che avrebbero preso parte alle nostre tavole. “Nonno siediti qui” avrebbe detto un nipotino.

Sarà triste, ognuno di noi, oggi lo sa.

Poi si va avanti.

I bambini non staranno nella pelle in attesa del loro momento. Gli adulti brinderanno. Magari qualche videochiamata ci farà sentire più vicini.

Ma la nostra solitudine, oggi, squarcia il tempo, lo spazio, le tradizioni, il sentire religioso. Si mostra come non mai.

Mi vedete? Sono qui. Non dimenticatemi.

Resurrezione. Un lemma importante.

Ecco, al di là del credo, mi piace pensare a questa frase:

Ritorno alla vita.

Non ci sarà nessuna felicità all’orizzonte senza attenzione alla vita dell’altro, questo ormai dovrebbe esserci chiaro.

Nessun futuro, se non ci occuperemo del mondo e delle sue sorti.

E quando tutto questo sarà finito, spero che nessuno decida di andare per la sua strada.

 

Lo dobbiamo ai nostri figli, che sono il futuro, ai medici e infermieri, a chi di loro ha perso la vita per salvare uno di noi. Agli uomini e le donne che non ci sono più.

Lo dobbiamo a noi stessi. Alle nostre coscienze.

Forse non saremo tutti più buoni, ma più saggi spero di sì.

O risorgiamo insieme o non risorgiamo affatto.

Non c’è scelta. Questo dovremmo averlo capito.