Lo que ocurriò hoy… El bombardeo de Guernica 26.04.1937, incipit e traduzione di Angelo Alberto Argento

 

 

83 anni fa, la cittadina basca di Guernica veniva duramente bombardata dalle truppe tedesche durante la guerra civile spagnola. A tal proposito, Picasso, nel suo celebre dipinto esposto al museo Reina Sofia di Madrid, ne racconta la drammaticità in tutte le sue sfaccettature.

 

Apenas unas líneas marcaron el principio de esta fabulosa obra de arte que representa el sufrimiento y el dolor y que supone un alegato directo contra las guerras. El 1 de mayo Picasso realizó los primeros bocetos y el 4 de junio la terminó. Poco más de un mes para crear una obra maestra.

Lo primero que sorprende del Guernica es su extraordinario tamaño. Los 3,49 metros de altura por los 7,77 metros de ancho lo convierten en uno de los cuadros más grandes pintados por el artista malagueño. Un auténtico gigante que magnifica más aun si cabe la obra.

Un cuadro de estas características en color quizá no tuviera en el espectador el mismo efecto que el Guernica consigue actualmente. El mismo Picasso expresó que deseaba que el cuadro expresara “oscuridad y brutalidad”. Y la ausencia del color permite otorgarle al cuadro estos atributos esenciales a la obra.

Como declararía Picasso posteriormente, “los artistas que viven y trabajan con valores espirituales no pueden ni deben permanecer indiferentes ante un conflico en el que los valores más elevados de la Humanidad y la civilización están en peligro”. Y claro, antes esta masacre, decidió no quedarse al margen y pintar un cuadro que expresase lo que sentía cuando llegaron a sus oídos las trágicas noticias, mientras vivía en París.

Una vez concluido, el cuadro pasó a decorar el pabellón español durante la Exposición Internacional de 1937 en París. Un escaparate perfecto para mostrar al mundo las atrocidades y penurias que generan las guerras.[1]

Alcune linee appena segnarono l’inizio di questa favolosa opera d’arte che rappresenta la sofferenza e il dolore e che suppone essere un appello diretto contro le guerre. L’1 di maggio Picasso realizzò i primi schizzi e il 4 di giugno la terminò. Poco più di un mese per creare un’opera maestra.

Il primo aspetto che sorprende del Guernica è la sua straordinaria dimensione. I 3,49 metri di altezza e i 7,77 metri di larghezza lo rendono uno dei quadri più grandi dipinti dall’artista malacitano. Un autentico gigante che magnifica ulteriormente, se possibile, l’opera.

Un quadro di queste caratteristiche in colore non avrebbe dato allo spettatore lo stesso effetto che il Guernica raggiunge attualmente. Lo stesso Picasso disiderava che il quadro esprimesse ‘oscurità e brutalità’. E l’assenza di colore permette al quadro di attribuire queste caratteristiche essenziali all’opera.

Come dichiarò Picasso successivamente, ‘gli artisti che vivono e lavorano con valori spirituali non possono, ne devono rimanere indifferenti difronte un conflitto nel quale i valori più elevati dell’Umanità e la civiltà sono in pericolo’. Chiaramente, prima di questo massacro, decise di non rimanere al margine e di dipingere un quadro che esprimesse ciò che provò quando gli giunsero alle orecchie le tragiche notizie, mentre viveva a Parigi.

Una volta concluso, il quadro fu messo in mostra nel padiglione spagnolo durante l’Esposizione Internazionale del 1937 a Parigi.

Una vetrina perfetta per mostrare al mondo le atrocità e le pene che comportano le guerre.

 

[1] https://historia.nationalgeographic.com.es/a/guernica-picasso-paso-a-paso_12698/11