una vita sempre in bilico, prima parte, di M. Giulia C.

la mia mamma…

Nasco 4 di 6 figli, 4 maschi e 2 femmine. La mia infanzia è stata serena, con la mia mamma sempre pronta ad aiutarci e a starci vicino, nonostante fossimo in 6 e quindi il lavoro con noi era tanto. La nostra casa era piccola ma una bomboniera, sempre tirata a lucido, mia mamma era una super per le pulizie. Ricordo che dopo aver giocato nel cortile del palazzo e non solo ritornavano a casa che eravamo neri di polvere e sporco e mamma pronta a sistemarci anche se qualche sberla la prendevamo.

Il ciclo della mia famiglia cambia quando cominciano le malattie di mia madre……avevo solo 9 anni quando mia madre viene ricoverata per un’importante anemia. Stava morendo sempre perché tirava la corda per accudire noi figli oltre che mio padre.

Ecco da qui mi sono ritrovata a dover badare a casa, fratelli e sorella.

Sono stata sempre molto responsabile quindi nonostante l’età capivo l’urgenza del momento.

Qui nasce il primo momento di riflessione, la prima figlia femmina, nonostante la giovane età, deve pensare alla casa!!!!!! Mio padre, uomo severo e di mentalità antica, oggi si direbbe maschilista, a suo tempo non si pose proprio il problema, ero femmina e mi toccava.

Mi ricordo che neanche sapevo usare il fornello, accendere il gas ma mio padre mai si alzava da tavola per aiutarmi, era uomo e mai e poi mai un uomo entra in cucina!!!!!

Finite le scuole medie m’ iscrissi all’istituto magistrale, quando arrivai a casa con la cedola dei libri da comprare mia madre mi disse “tranquilla, li compriamo” ma capii subito che non sarebbe stato semplice; e così invece di studiare alla prima occasione mi buttai a lavorare anima e corpo per imparare un mestiere.

Mio fratello mi propose di cominciare nel negozio dove lui lavorava da tempo, c’era un posto libero, un pastificio, mi dissi “grande occasione, non fa per me stare senza far niente!!!” Iniziai a lavorare, mia madre, tra alti e bassi, continuava con i suoi problemi di salute, diabete, pressione; tutte le volte ero io ad accompagnarla per le visite, gli esami e anche le cose quotidiane come la spesa, sistemare casa ecc. La mentalità da maschilista passava anche ai miei fratelli!!!!! E continuavano a essere le donne a doversi occupare di tutto, gli uomini lavorano e basta!!!! E già a quell’età, cioè a 15 anni su per giù, mi dicevo “maledizione a me che sono nata donna!

Amo mia madre perché alla luce di quello che ho capito oggi era una donna sola! Mio padre non è stato né un buon padre, né un buon marito e il mio fratello il più grande oggi è molto peggio di mio padre. Per colpa sua oggi non vedo più i miei nipoti e tutta la famiglia! Questo perchè dopo anni e anni a fare la serva e la cameriera ho detto basta! E una donna non può dire basta, avrei dovuto continuare!!!

E questi sono i miei primi 15 anni di vita, vi racconterò poi cosa mi è accaduto negli anni seguenti…