una vita sempre in bilico, seconda parte, di M. Giulia C.

Anche in quest’altra pagina in cui racconto la mia vita a un punto entra ancora, con prepotenza, la mentalità antica così come era successo con mio padre. Era un uomo buono, un lavoratore ma quel suo modo di pensare gli ha fatto perdere molto come affetto. Ecco come un certo tipo di mentalità uccide i rapporti.

Il periodo, durato 3 anni in questo pastificio, insieme a mio fratello Franco, è stato un gran bel periodo. Si lavorava tanto, tra tortellini, ravioli e prodotti precotti, ma sempre in armonia e con infinite risate insieme ai ragazzi/e che lavoravano con me. Ricordo la dolcezza di Loredana, la lentezza di Anna, l’umorismo infinito di Vito e la personalità particolare di Pasquale, faceva i lavori di pulizia molto meglio delle donne!!! Che risate, quanti scherzi. Pasquale con la sua personalità effeminata mi faceva soffermare su un mio aspetto, già saltato fuori in tenera età, quando provavo un bene quasi morboso per le mie maestre e per le mie compagne di classe, un aspetto della mia vita che non capivo e non mi spiegavo.

La vita a certe persone chiede continuamente di andare avanti come un treno e basta.

In quel periodo uscivo con mio fratello Franco e la sua comitiva, tante feste, erano gli anni 80, stereo in spalla e ballare, ballare, ogni domenica era una casa, ogni domenica una festa. Mi ricordo che si staccava dal lavoro la domenica, lavoravamo anche la domenica, e via a mangiare e poi si scappava per feste. Insomma un periodo direi spensierato della mia vita. Dopo 3 anni lascio questo posto di lavoro in seguito a una discussione con il mio datore di lavoro.

Inizio subito dopo in un altro pastificio, stavolta un po’ più lontano da casa, ma con un ottimo stipendio, con quello prima guadagnavo poco. In questo posto avrei trovato anche la prima persona che mi avrebbe fatto innamorare. In questo nuovo laboratorio era tutto nelle mie mani, ho avuto a quei tempi grosse soddisfazioni. Dopo un po’ che ero in quel pastificio venne a lavorare una nuova ragazza.

Quando ci incrociammo la prima volta fu subito colpo di fulmine, ci buttammo a capofitto in quella storia. Eravamo felici e poco ci importava del resto. Io avevo la conferma di ciò che ero veramente, una persona lesbica. Anche in questo caso la mentalità ha giocato il suo ruolo, impensabile per la sua famiglia una cosa del genere, quindi dopo tante cose accadute e per evitare ulteriori problemi preferì lasciarmi, ci ho sofferto tanto. Ma la vita va avanti, in particolare nel mio caso, avanti come un treno, altrimenti affondi.

Cosi come a casa mia, mi stavo ritrovando di nuovo con mentalità antiche che mi impedivano di vivere. Mi sono sempre detta, sin da piccola, arriverà il momento buono e tiravo avanti.

In questo pastificio ci sono rimasta fino al 12 Giugno 1989. Questa data segnerà la mia vita per sempre.