una vita sempre in bilico, sesta parte, di M. Giulia C.

Tra tanti problemi e sofferenze, ma sempre a testa alta e avanti tutta, sono arrivata a fine 2010.

Torno a casa mia a Napoli da Bologna, lasciata da Antonella, senza un minimo di spiegazione che alla fine pretendeva anche che mi comportassi bene! Invece mi sono comportata male, molto male! Avevo fatto sacrifici e molto lavoro per crearmi un futuro altrove ed ero incazzata nera perchè in un minuto aveva mandato tutto a mare.

Torno a casa ed è forse inutile ripetere ciò che ho scritto dalla prima pagina di questo racconto della mia vita. Non era cambiato niente! Ritornata a servire uomini che in una donna non vedevano altro che una serva!!!!!

E non credo proprio di esagerare quando uso questo termine. Tutto procedeva tra lavorare a casa, spesa, cucinare, lavare e stirare, facevo tutto quello che non mi piaceva e tutto si ripeteva.

Vi starete chiedendo “ma che aspettavi ad andartene???”

Purtroppo le mie possibilità sono state sempre poche e tutte le mie energie e i pochi soldi che avevo li avevo investiti in 13 anni con Antonella.

Dopo tante batoste, mamma sempre malata, ictus, omosessualità, le forze cominciavano a essere poche!

Però la vita è bella proprio perché mentre ti schiaccia può regalarti piacevoli situazioni con cui ricominciare.

Una mattina alle 6…mi sveglio presto da una vita e anche questo per gli uomini della famiglia era un problema! Disturbati anche se in realtà non facevo rumori e poi, miei carissimi, se non mi alzavo presto col cavolo che si mangiava alle 13 in punto, con mamma sistemata e pulita. Spero che poi vi siate vergognati del vostro comportamento!

Una mattina alle 6…sono uscita fuori pensiero, scusate ma la rabbia e la delusione sono tante come tante sono le donne vittime di violenza psicologica…ma di questo vi parlerò verso la fine…

…ritorno a quella mattina alle 6, mi compare tra “amici che potresti conoscere” su FB una donna, bellissima, le invio la richiesta di amicizia, non me l’accetta per una ventina giorni, avevo ormai perso le speranze.

Invece a un certo punto accetta e cominciamo a chattare.

Sembrava una brava persona, non giovane, senza una famiglia, con una sua casa e un lavoro.

Non perché do importanza alle posizioni sociali ma la paura sono le famiglie che nella stragrande maggioranza dei casi non accettano situazioni di omosessualità dei figli, quindi una persona che vive sola può essere già “un lavoro a metà dell’opera”.

Ma ovviamente nel mio caso è per la sfortuna che mi perseguita: con Tiziana non è stato così.

Ci incontrammo il 12 luglio 2012 in una mattinata calda e dal sapore di cose buone. Dovevamo passare solo la mattinata insieme, invece pranzo e serata insieme, poi ognuno a casa sua.

Ci eravamo piaciute a vicenda, sia io che lei partimmo in quarta come 2 adolescenti. Ma si sa quando scatta l’amore è difficile fermarlo ma ancora più difficile fermare la sua famiglia: quando capirono che io frequentavo quella casa……..apriti cielo.

Non mi dilungo molto anche se su certe famiglie ci sarebbe da aprire un lungo capitolo…… Tiziana pendeva dalle labbra della famiglia! Tutto per lei ruotava intorno a essa, ancora oggi mi viene da dire “ma lascia in pace me” visto che sin dall’inizio le avevo detto dei miei problemi e che non cercavo avventure ma storie serie.

Tra alti e bassi, ovviamente più bassi che alti, tirammo avanti per 2 anni, forse lei sperava in un miracolo, l’unico miracolo che ha avuto è restare “in prigione” definitivamente o, meglio, è quello che ha sempre detto.

E arriviamo al 2014…ma faccio un passo indietro…

Avete presente che ho più volte scritto che a casa mia si faceva tutto in virtù di ciò che volevano e che comandavano gli uomini???

Nel 2012 muore anche mio padre. Bene, la situazione peggiorò in modo catastrofico! Mio fratello più grande si sdoppiò per due! Definitivamente dovevo obbedire a lui come se fosse stato papà, un folle!

Non vi dico gli episodi perché mi vergogno dello schifo messo in essere da quell’uomo e della bassezza di gesti e parole.

Quindi altre battaglie dalla morte di mio padre.

Ma da qui in poi qualcosa in me cambia, si rompe, sento forte una lacerazione che mi porta a dire basta e ad agire di conseguenza.

Stavo capendo chi avevo davanti, dei delinquenti, approfittatori, omofobi e maschilisti.

Decido quindi di volermi bene…