una vita sempre in bilico, nona parte, di M. Giulia C.

opera di Rita Lamberti

Tra i tanti pensieri che affollavano la mia men c’era quello di decidere a quale reparto di ematologia rivolgermi.

Chiesi consiglio della mia ex storica, che nel frattempo avevo contattato perché avevo desiderio di rivederla e di parlarle (pensavo di non avere molto da vivere) ma la sua risposta fu no.

Un problema grosso che ho avuto perché faccio parlare troppo il cuore è stato di non aver riconosciuto mai le gran merde che mi hanno circondato. Tutte persone senza cuore, senza sentimenti e parlo degli amori, della famiglia e anche degli amici.

Come dicevo, sotto consiglio di Antonella scelsi di rivolgermi all’ambulatorio di ematologia dell’ospedale Pascale di Napoli.

Ci andai di buon mattino, da sola e con una tristezza mai provata prima.

Presi il mio numerino, il Pascale è molto ben organizzato e aspettai le 9 per l’inizio delle visite.

Fui la prima, mi accolse un medico molto pignolo ma soprattutto contestatore! Infatti per il fatto che non avevo fatto tutti gli esami in quell’ospedale ebbe da ridire per molto. Al di là delle sue contestazioni mi contestò persino che non era un linfoma!!!!! Mi fece andare via dicendomi che era tutto da approfondirne e che sarei stata chiamata per un ricovero.

Era fine luglio e pensai “mi chiameranno a settembre”

Una mia cara amica mi disse “è meglio che prepari la borsa perché possono ricoverati in qualsiasi momento”.

E così fu. Era il pomeriggio del 16 di agosto quando mi squilla il telefono.

Era l’ospedale, mi dissero di recarmi là il giorno 19.

La mattina del 19 presi le mie cose, chiusi casa e via in macchina verso l’ospedale.

Feci tutto l’iter per il ricovero e via verso il reparto.

A differenza della visita con il dottore contestatore in reparto mi accolse un un’infermiera molto gentile e pure bella.

Mi suscitò molto interesse…un reparto pulitissimo, molto ben organizzato, medici super severi, camere ordinatissime 2 letti, bagno in camera, pulizie 2 volte al giorno, per me che ho la fissazione per la pulizia e l’ordine almeno questo mi era andato bene. Avrei voluto che quell’infermiera coprisse tutti i turni!!!! Quando c’era lei tutto era più leggero. La cercavo ovunque quando era in reparto.

A quel ricovero ne sono seguiti altri 5 durante i quali mi sono state fatte 2 biopsie, ho fatto cicli di chemio, tutto da sola e con i miei pensieri.

I primi 2 cicli di chemio li ho fatti da ricoverata, gli altri 4 in day hospital.

Dopo l’ultimo ciclo di chemio in reparto la famosa infermiera non l’ho mai più vista! In verità ci penso ancora.

Oggi 14 maggio 2020 mi sono state consegnate le dimissioni con scritto GUARITA, devo solo continuare, un mantenimento che durerà 2 anni.

Il mio cancro può ritornare, per adesso mi godo il momento bello.

Al chiudersi di questo mio racconto di vita, di questi miei pensieri, mi viene di dire che la vita per quanto difficile possa essere vale la pena viverla fino in fondo.

Sono fiera ed orgogliosa di essere stata, nonostante tutto, sempre una persona onesta e buona e Dio questo me lo ha riconosciuto aiutandomi in tutti i momenti. Di momenti difficili, da sola ne ho avuto tanti.

Tutto ciò che si fa con amore quell’amore ritorna triplicato.

Non ho mai fatto un passo se non per bene e per amore. Molti non lo hanno capito, problema loro.

Oggi vivo sola, ho quasi paura degli altri, affronterò un percorso psicologico per elaborare il lutto della mia famiglia che mi ha condannata senza aver commesso reato.

L’amore, la speranza e Dio mi accompagnano da sempre e mai mi lasceranno.

Credo ancora fermamente che ci sarà il giorno buono, la luce giusto, ci sarà il cammino che porta lontano.

Grazie a chi ha letto queste pagine e grazie a Daniela Domenici che me ne ha dato la possibilità.

Il bene vincerà su tutto. Buona vita a voi ed anche a me. Giulia