accadde…oggi: nel 1879 nasce Mary Astor

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Era il 28 novembre del 1919 quando Nancy Astor entrava nella Camera dei Comuni, prima donna a partecipare ai lavori del Parlamento del Regno Unito e figura centrale della vita politica e culturale della prima metà del 20° secolo.

Prima di lei, Constance Markiewicz, militante indipendentista irlandese, era stata eletta nelle liste del Sinn Féin nelle elezioni del dicembre del 1918, le prime in cui le donne potevano votare (se avevano più di trenta anni) ed essere elette. A causa della politica di rottura del suo partito verso le istituzioni britanniche Markiewicz non aveva mai formalmente partecipato ai lavori parlamentari, né messo piede nella Camera dei Comuni.

Benché abbiano segnato a pochi mesi di distanza l’una dall’altra una svolta storica nella vita politica del Regno Unito, si tratta di due figure completamente diverse, che in effetti non si amarono. L’intransigente e repubblicana Markiewicz accusò Nancy Astor di non rappresentare le aspirazioni e i bisogni delle donne comuni, ma le istanze conservatrici dell’aristocrazia. In effetti Nancy Astor apparteneva a un mondo di nobiltà e di ricchezza, di salotti e di consuetudini dell’alta società, e anche le sue origini erano molto diverse.

Nancy era nata il 19 maggio del 1879 negli Stati Uniti, in Virginia, da una famiglia, i Langhorne, di latifondisti e proprietari di schiavi, rovinata dalla guerra civile. Dedicandosi al fiorente sviluppo dell’industria delle ferrovie, i Langhorne riuscirono ad assicurarsi in pochi anni nuovamente una florida posizione economica. Nulla faceva presagire alla ricca borghese americana Nancy Langhorne un futuro in Gran Bretagna e nell’impegno politico.

Donna famosa per la sua notevole bellezza, si sposò a soli diciotto anni con Robert Gould Shaw, ma il matrimonio finì presto a causa dei problemi di alcolismo del marito. Soltanto nel 1904 Nancy si recò, per partecipare alla caccia alla volpe, per la prima volta in Inghilterra, dove conobbe Waldorf Astor, figlio del visconte William Astor, con cui si sposò nel 1906.

Gli Astor erano una famiglia di origine tedesca, con un ramo americano molto influente nella città di New York; nel Regno Unito erano entrati a far parte della nobiltà oltre a possedere un ingente patrimonio. Waldorf, entrato in politica nelle fila del Partito conservatore, fu eletto alla Camera dei comuni nel 1910, fortemente sostenuto dalla moglie durante la campagna elettorale. La coppia aveva cinque figli e la cura della famiglia sembrava tenere lontana Nancy da un impegno diretto nella vita politica del suo Paese d’adozione. Alla morte del padre William, Waldorf Astor ereditò il suo posto alla Camera dei Lord, lasciando il suo seggio alla Camera dei Comuni. Si tennero dunque elezioni speciali nella circoscrizione di Plymouth Sutton e Nancy decise di concorrere; con il sostegno del marito, affrontò la campagna elettorale con uno stile aggressivo e irrituale e prevalse contro i due candidati maschi.

Iniziò così una lunga carriera politica, segnalandosi subito per il suo linguaggio diretto e il suo stile eccentrico, che fu definito astorismo, del tutto estraneo ai rituali formali della vita parlamentare. Del resto in questo fu fedele alle promesse da fighting woman fatte durante la campagna elettorale: «Se volete un membro del Parlamento che sia una copia degli altri seicento membri del Parlamento, non votate per me. Se volete un avvocato o se volete un pacifista, non eleggetemi. Se non potete avere un uomo in grado di combattere, scegliete una donna in grado di combattere».

Nei primi anni l’azione della Astor si caratterizzò soprattutto per il suo impegno a favore delle donne, in particolare di quelle divorziate, e della protezione dell’infanzia; tentò anche, senza ottenere troppo seguito, una campagna in favore della parità salariale. Condusse anche senza successo una campagna contro il consumo dell’alcool, a cui voleva imporre limiti e divieti, causando l’ostilità dei suoi colleghi conservatori. Ma nonostante la caratterizzazione sociale dei suoi interventi, il legame con l’ambiente aristocratico era molto forte. Le riunioni mondane nel suo castello di Clevedon videro la partecipazione di re Giorgio V e della regina Maria, dell’arciduca Francesco Ferdinando d’Austria, di intellettuali come George Bernard Shaw, a cui Nancy fu legata da un solido rapporto di amicizia, e Rudyard Kipling.

Nel corso degli anni Trenta il suo salotto fu soprattutto il punto di incontro di politici Neville Chamberlain e lord Halifax che guardavano con comprensione alla Germania nazista, anche nel tentativo di preservare la pace in Europa; alle serate mondane partecipava spesso anche Joachim von Ribbentrop, ambasciatore tedesco a Londra in seguito ministro degli Esteri. Era un ambiente venato di sentimenti razzisti e di antisemitismo, in cui circolavano simpatie verso i regimi autoritari al potere in Italia e in Germania. La stessa Nancy Astor appoggiò l’invasione italiana dell’Etiopia e manifestò nel corso della sua intera esistenza un radicato antisemitismo. Queste posizioni diventarono sempre più impopolari con lo sviluppo degli eventi e misero in forte imbarazzo gli stessi conservatori. Nel 1945 il partito e lo stesso Waldorf Astor indussero Nancy a ritirarsi dalla vita politica; una sollecitazione che accettò, sia pur a malincuore.

Morì nel 1964, rimanendo coerente alla sua figura di paladina dei diritti delle donne, ma anche di reazionaria con profonde radici razziste; con un’ultima provocazione venata di astorismo dispose di essere sepolta avvolta nella bandiera dei Confederati.