accadde…oggi: nel 2005 muore Anne Bancroft, di Paola Mattu Furci

Anne Bancroft

Nata a New York con il nome di indiscutibili origini nostrane Anna Maria Louise Italiano, vive la sua infanzia nel Bronx in una tipica famiglia cattolica. Completa gli studi all’American Academy of Dramatic Arts e poi all’Actor’s Studio, la scuola di Lee Strasberg che ha formato un’intera generazione di attori con il metodo Stanislavskij.

Anne Bancroft: ‘Anne dei miracoli’

Negli anni ’50 inizia la carriera con il nome d’arte di Anne Marno, dedicandosi sia al cinema a Hollywood che al teatro a Broadway. I suoi film sono colonne portanti della settima arte e lei ha la possibilità di esprimere ogni sfumatura della sua forte personalità. Ricordiamo: “Anna dei miracoli” (1962) di Arthur Penn nel ruolo che aveva già indossato tante volte a teatro dell’istitutrice di una bambina cieca per cui vince un meritato Oscar; “La frenesia del piacere” (1964) di Jack Clayton, con una parte scritta appositamente per lei dal grande drammaturgo inglese Harold Pinter; “Missione in Manciuria” (1966), ultimo lavoro di John Ford.

Anne Bancroft: ‘Signora Robinson, sta cercando di sedurmi, vero?’

Per tutti Anne rimarrà Mrs. Robinson, la seducente donna che diventa amante di un impacciato Dustin Hoffman, fidanzato della figlia ne “Il laureato” (1967) di Mike Nichols, un film piccante e classico al tempo stesso, con colonna sonora di Simon & Garfunkel assolutamente perfetti e indimenticabili. Poi nel 1977 è Maria Maddalena nella pellicola per la televisione “Gesù di Nazareth” di Franco Zeffirelli, mentre in “Due vite, una svolta” è rivale di Shirley MacLaine con una straordinaria performance del giovane ballerino russo Mikhail Baryshnikov.

Con il marito Mel Brooks recita nelle commedie “L’ultima follia di Mel Brooks” (1976) e “Essere o non essere” (1983). Poi negli anni ’80 lascia altre grandi prove con “The Elephant Man” (1980) di David Lynch, che narra l’emblematica storia di un uomo deforme; “Agnese di Dio” (1985) in cui è una madre superiora incredula davanti alla gravidanza di una novizia; “84 Charing Cross Road” (1986), storia di rara poesia e delicatezza sul rapporto epistolare tra una sceneggiatrice americana e un impiegato inglese magistralmente interpretato da Anthony Hopkins.

Pioggia di premi per Anne Bancroft

 

Negli anni ’90 si dedica principalmente al palcoscenico e alla televisione, riscuotendo sempre un grande successo di pubblico e di critica e raccogliendo ogni tipo di premio, il Tony, l’Emmy, il Golden Globe e anche la stella sulla Walk of Fame del Sunset Boulevard di Los Angeles. In questi anni partecipa a una decina di pellicole con dei ruoli che sembrano scritti solo per lei, tra cui: “Soldato Jane” (1997); “Paradiso perduto” (1998); “Tentazioni d’amore” (2000) di Edward Norton; “Heartbreakers” (2001). Per una sola volta prova a passare dietro la telecamera con il lungometraggio “Fatso” (1980).

Anne ha avuto due mariti: Martin May, da cui divorzia dopo pochi anni di matrimonio, e l’attore Mel Brooks, con cui condivide il resto della vita, in un lungo sodalizio affettivo e lavorativo. Per lui si è convertita anche alla religione ebraica. La coppia ha avuto un figlio, Max Brooks, che oggi è un affermato sceneggiatore. Nel 2005 l’attrice si ammala inaspettatamente di un tumore all’utero e muore all’ospedale Mount Sinai Medical Center di New York a soli sessantatre anni.