sentitevi parte, sentitevi dentro, non sentitevi sole, di Cinzia Pennati

Sentitevi parte. Sentitevi dentro. Non sentitevi sole.

Sentitevi parte, sentitevi dentro a qualcosa di più grande, qualunque sia il vostro passo nel cambiamento. Non sentitevi mai sole, perché non lo siamo, non lo siamo più, forse, un giorno lo siamo state, quando i panni sporchi si lavavano in casa, quando le madri tenevano sotto le lenzuola i segreti perché così si faceva, quando non si raccontava la verità. Ora le donne del mondo l’hanno capito e non sussurrano più. Non si nascondono più. E questo sentirsi sorella che dà la forza di andare avanti, sapere che nella porta accanto e in quella ancora accanto c’è una come te che ti capisce e prova i tuoi stessi dolori di fronte al sopruso.

Al mondo, in questo esatto momento, c’è una donna che viene violentata, un’altra che viene palpeggiata in metropolitana, una ragazzina che si tira giù la gonna perché un vecchio la guarda, un’altra che rassetta la casa, prepara i figli, esce di corsa mentre il marito prepara solo se stesso, un’altra che abbassa gli occhi di fronte al capo ufficio, una donna che fa lo stesso lavoro del suo collega maschio e prende il 30% in meno del suo stipendio, una bambina che sta brava, una donna che compra gli assorbenti tassati al 22%, un’ altra che è in crisi perché non sa dove “mettersi i figli” e deve rinunciare a quel lavoro che le piace tanto, un’altra che non ha un suo conto in banca (17%), un’altra che subisce vessazioni solo perché è donna, un’altra che non ama più l’uomo che ha accanto e si sente dire che è una pazza, una che viene uccisa perché dice no, una bambina che viene mutilata perché nella sua vita non dovrà provare piacere solo darlo, lo scopo della nostra esistenza.

Tu chi sei? O chi sei stata?

Non sentitevi più sole e non pensate mai che i vostri pensieri o la vostra rabbia non abbia dignità di esistere. Dobbiamo essere arrabbiate, lo siamo perché abbiamo un motivo, per quel motivo, non lo siamo sempre, lo siamo per quello, e non perché ci svegliamo una mattina con la luna storta. Siamo arrabbiate perché il mondo in cui viviamo ci uccide e se non ci uccide ci considera e ci tratta da minoranza.

Perché il mondo ci chiede costantemente di dare piacere.

Ogni sentire a cui diamo ascolto è un passo avanti per le donne che verranno. Un giorno potremmo volarci indietro e dire: io ci sono stata. Io ho partecipato alla mia vita e alla vita delle donne del mondo.

Non lasceremo soldi ai nostri figli e alle nostre figlie, magari, non una casa o un conto in banca cospicuo, ma lasceremo ( come disse a suo tempo qualcuno) il nostro impegno.

Sentitevi parte, sentitevi dentro. Non sentitevi sole.