L’albergo o del delitto perfetto, di Paolo Calabrò, Iacobelli editore, recensione di Daniela Domenici

Generalmente in un albergo di montagna si va per riposare, in cerca di tranquillità o, forse, per allontanarsi da qualcosa o qualcuno/a, in quello che dà il titolo al libro di Paolo Calabrò la routine quotidiana dei due clienti abituali, il professore e il signor Scotti, viene sconvolta dall’arrivo prima di un’anziana signora, Anselma, “parcheggiata” lì dal figlio, poi di Valerio Rifredi, un uomo che stravolgerà ogni equilibrio precedente, e infine di Martina, sorella di Samantha Lucetti che gestisce l’albergo con suo marito Umberto e con l’aiuto fondamentale di Clara, in primis cuoca ma molto altro.

Perfetta la sinossi in quarta di copertina “è un romanzo noir la cui storia si muove tra investigazioni private, sottrazione di fascicoli riservati, patti stretti con delinquenti abituali e uomini e donne disposti a fare tutto ciò che è necessario e che affronta il tema della violenza psicologica di genere e della manipolazione affettiva…”

Complimenti all’autore per l’intreccio immaginato arricchito dai/lle tanti/e coprotagonisti/e, ottimi i dialoghi che aiutano a caratterizzare psicologicamente i/le vari/e personaggi/e, in particolare Samantha.