“i figli sono figli” ha detto la mamma di Ciro, M. Paola e Willy sono stati uccisi dal dominio del modello unico, il maschio bianco eterosessuale, di Cinzia Pennati

“I figli sono figli”, ha detto la mamma di Ciro. M.Paola e Willy sono stati uccisi dal dominio del modello unico: il maschio bianco eterosessuale.

Non ho mai scritto niente di questa storia perché il dolore non mi permetteva di farlo.

La storia la conoscete, è la storia di Maria Paola, una ragazza di 18 anni che è stata uccisa da suo fratello perché amava Ciro, non ho voglia di aggiungere altri dettagli torbidi o meno.

Però, vorrei soffermarmi sulle parole della mamma di Ciro.

Lei dice due cose, con un linguaggio semplice, a volte, dialettale, le sue parole, quelle parole, sono chiare:” Ci ho messo un po’ ad accettare mio figlio, dentro di me, ma i figli sono figli”.

Ecco, a volte, lo dimentichiamo che questa è l’unica cosa che conta in un rapporto d’amore.

A volte li desideriamo differenti, li vogliamo simili a quello che ci siamo immaginati, li vogliamo aderenti alle nostre scelte.

Ma i figli sono figli, altro da noi. È questo il nostro compito guardarli per ciò che sono e aiutarli ad essere se stessi.

I figli non si scelgono al supermercato e non ci scelgono, dobbiamo amarli non per ciò che vogliamo che siamo ma per come sono, questa la cosa più difficile.

“Ci ho messo un po’ ad accettare mio figlio” ha detto la mamma di Ciro, perché siamo dentro ad una società che tende a normalizzare tutto secondo una regola chiara, non mi stancherò mai di ripeterlo: l’uomo è bianco ed eterosessuale. Solitamente ( qualche gradino sotto) ha una moglie ( non una donna) e dei figli.

Questo muove ogni sotto pensiero nel nostro bel Paese e nel mondo e tutto deve essere normalizzato secondo lo schema patriarcale.

Al bando un amore diverso, uomini che amano uomini o donne che amano donne ( diminuiscono la mascolinità del maschio) , al bando chi si sente diverso, al bando gli stranieri ( non sono bianchi) le donne che vogliono avere uguali diritti ( diminuiscono il potere sempre del maschio).

Nel nostro bel Paese si muore ancora perché qualcuno non è eterosessuale o perché si è donne.

Nel nostro Paese i diritti ad alcune persone vengono ancora negati e sono considerati di serie b, perché non rientrano nella categoria “uomo bianco eterosessuale”.

Maria Paola è morta per questo, era una donna che provava ad autodeterminarsi, amava un’altra donna che non si sentiva tale e aveva deciso di essere Ciro.

Maria Paola è stata uccisa dal fratello perché con la sua scelta macchiava quell’immagine di mascolinità di tutti gli uomini della famiglia. Maria Paola ha cercato con il suo amore di sfondare il Patriarcato del nostro bel Paese.

Allora dobbiamo cambiare le leggi, spingere affinché non si venga più Discriminati o peggio ammazzati perché si esce da quella categoria maschilista ( in cui rientrano anche i ragazzi di Colleferro che hanno ucciso Willy e tutte le vittime di femminicidio).

E poi, fare tesoro delle parole della mamma di Ciro, quel l’accettazione che sfida un sistema patriarcale che vuole i figli a sua immagine e somiglianza.

La mamma di Ciro ce lo dice chiaro: la libertà è l’unico spazio d’amore.

Rendiamo liberi i nostri figli e le nostre figlie di essere ciò che desiderano.

Questa è la sfida più grande di una madre e di un padre che possono essere chiamati tali.