pillole di femminismo, ho la vagina, sono mestruata, sono ambiziosa, di Cinzia Pennati

Pillole di femminismo. Ho la vagina. Sono mestruata. Sono ambiziosa.

Partecipare alla vita. Tutta.

Non cedere al multitasking. È una carota lusinghiera dopo il bastone.

Dividere le responsabilità. Con insistenza.

Accettare la solitudine. Quella in cui ti trovi quando difendi i tuoi diritti e quelli delle altre donne.

Accettare il giudizio. Pensa che sono isterica, frigida, zitella, grassa, rugosa, lesbica, impazzita o che so io. Il giudizio dell’altro è un problema dell’altro non nostro.

Direzione ostinata. Ostinata. Ostinata. Perché la strada è ancora in salita.

Inspirare spesso e aspirare spesso.

Non essere merce, né luce riflessa di nessuno. Non dobbiamo mostrare o dimostrare nulla.

Essere indipendenti. Primo obiettivo: cercarsi un lavoro.

Lasciare che il caos possa regnare sovrano nelle nostre case, se lo facciamo, potremmo accettare che non tutte le caselle della nostra esistenza siano a posto.

Mollare i figli al partner. Abdicare al controllo. La diversità biologica tra noi e loro non riguarda saper pulire la casa, far partire una lavatrice o cambiare un pannolino. Mettiamoglielo in testa. E non è vero che un bambino preferisce la madre, i bambini stanno bene con chi si prende cura di loro.

Facciamo in modo che lo facciano.

Considerare l’ambizione come una parola a cui possiamo aderire, senza sentirci in colpa.

Io ho la vagina, sono mestruata e sono ambiziosa.

Esserci, e se non ci siamo insistere per ri-trovare il nostro spazio anche a costo di sgomitare un po’ o parecchio se necessario.

Competere. Perché no? Per gli uomini è considerato un valore aggiunto, per noi, caso strano, no.

Ricordare agli uomini che il loro pene o il loro sesso ( chiamatelo come volete), quando ci vestiamo, camminiamo per strada, studiamo, siamo in riunione, non è il nostro primo pensiero, probabilmente nemmeno il secondo.

Parliamo al femminile, mettiamo in fondo alle parole quella benedetta a: avvocata, ingegnera ecc…finché non esisteremo nel linguaggio, non esisteremo nel pensiero, nelle azioni e nei luoghi di potere.

In qualunque momento della nostra vita siamo, in qualunque posizione, abbiamo una responsabilità: affrontare.

Non siamo vittime di questo sistema patriarcale, fino a quando creeremo e produrremo RESISTENZA.

Resistiamo e lottiamo fino a quando il mondo non cambierà passo.

Fino a quando non sarà un tabù pronunciare parole come vagina, mestruazioni e ambizioni femminili.

Sii partigiana del femminismo di cui il mondo ha bisogno.

Pensati libera.