università, in Italia solo 7 Rettrici su 84, di Viola Giannoli

https://www.repubblica.it/cronaca/2020/11/13/news/donne_rettrici-274269099/

L’ultima a essere nominata, in ordine di tempo, è Antonella Polimeni che da oggi guida la Sapienza di Roma, tra le più grandi e antiche università d’Europa. Docente e preside della Facoltà di Medicina e Odontoiatria come i suoi due ultimi predecessori – Eugenio Gaudio e Luigi Frati – dalla comunità accademica ha raccolto il 60,7 per cento delle preferenze già al primo turno. Ma non è questa la novità. Quanto il fatto che in 717 anni di storia non s’era mai vista una donna sulla poltrona più alta del prestigioso ateneo romano. Prima di lei ci sono stati altri 47 rettori, tutti uomini.

Un caso romano? Nient’affatto. In tutta Italia sono 7, Polimeni compresa, le rettrici donne. Sette a fronte di 77 rettori maschi. Più di dieci volte tanto. La fotografia dello stato di genere dei rettorati italiani viene fuori dal sito della Crui dove la carrellata di nomi è declinata perlopiù al maschile.

Le rettrici sono tutte al Centro Nord e per alcune di loro la storia è la stessa di Polimeni: sono state le prime donne a salire sul gradino più alto nella storia dei loro atenei. Così ad esempio è per Tiziana Lippiello dell’università Ca’ Foscari di Venezia (eletta appena un mese fa) o per Maria del Zompo dell’università di Cagliari. Poi ci sono Giovanna Iannantuoni all’università Milano-Bicocca, Sabina Nuti alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Maria Grazia Monaci all’università della Valle D’Aosta e Giuliana Grego Bolli dell’università per stranieri di Perugia (attualmente sotto indagine per il caso dell’ “esame farsa” del calciatore Suarez).

Eppure nelle università italiane ci sono più donne che uomini: sono di più le studentesse (55,4% degli iscritti), di più le laureate (56%), di più le studiose post laurea (59,3%). E le donne sono la maggioranza anche nell’ottenere risultanti migliori: il 55,5% si laurea in corso contro un numero più basso di studenti maschi (50,9%), mentre il 24,9% esce con 110 e lode contro il 19,6% degli uomini. Un gap al femminile che si ribalta completamente se si guarda alle cattedre: secondo un studio pubblicato dalla Crui lo scorso anno tra i professori associati le donne sono solo il 37% e solo il 23% tra i professori ordinari. Quando poi c’è da prendere il timone e mettersi alla guida, ecco che all’improvviso spunta una schiera di volti quasi tutti maschili.

Tanto che l’elezione della prima rettrice nella lunghissima storia dell’università italiana, che comincia nel 1088 con la fondazione dell’Alma Mater di Bologna, risale al 1992. Appena 28 anni fa, al vertice dell’allora neonato ateneo di Roma Tre, fu nominata infatti, e poi riconfermata per un secondo mandato, Bianca Maria Tedeschini Lalli.