insegnate i vostri figli e alle vostre figlie l’arte di saper ricominciare, di Cinzia Pennati

Insegnate ai vostri figli l’arte di saper ricominciare.

Insegnate alle vostre figlie e ai vostri figli ad essere friabili. Insegnategli a cadere e cadere e a cadere di nuovo, impareranno ad andare avanti. Tendete una mano e lasciate che sia.

Prepararli alla vulnerabilità vuol dire aiutarli ad essere “forti”, ovvero capaci di sentire e riconoscere le parti di sé mancanti. Riconoscere il tempo che scorre, accettare la finitudine delle cose e della vita.

Essere capaci di fragilità vuol dire vedere l’altro oltre che se stesso, sentirsi parte del mondo e del senso.

Se gli insegniamo che possono piangere per un tradimento, un’occasione perduta, una fine, una dolorosa sconfitta, se gli insegniamo che la sofferenza è parte integrante dell’esistenza, ma che abbiamo gli strumenti per superarla, sapranno amare e amarsi. In fondo, è ciò che conta.

Sapranno riconoscere gli “eroi” veri, le persone capaci di debolezza, capaci di accettare il limite, capaci di dire: ho sbagliato.

La friabilità è la mascolinità di cui abbiamo bisogno. Uomini capaci e in grado di accettare il fallimento, la fine di una storia, la caducità, il cambio di passo.

Questa è la forza che andrebbe rappresentata e insegnata. Partecipa, figlio mio, ma sappi che potrai perdere e se succederà pazienza.

Non fidatevi di chi dice il contrario, di chi sbandiera vittoria, non preoccupatevi se i vostri figli non saranno i primi di niente, amateli e basterà.

Permettegli la fragilità, concedetegliela e concedetevela. Sarà un grande sollievo.

È compito nostro preparare gli attrezzi per il viaggio. Compito nostro mettere dentro alla valigia le esperienze giuste da tirare fuori all’occorrenza.

E tutte le volte che gli permettiamo di sentirsi persi, abbiamo l’occasione di farli diventare persone migliori. Futuri uomini e donne capaci di attraversare l’esistenza.

Insomma, fallite e tanto, amiche mie, mettetevi in contatto con le parti profonde di voi e degli altri, curatevi le ferite e ripartite.

Perché non c’è niente di più importante che insegnare ai propri figli e alle proprie figlie, ora più mai, il saper ricominciare.