accadde…oggi: nel 1830 nasce Emily Dickinson

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Emily Dickinson nacque in una famiglia agiata del New England (Stati Uniti). Portava dentro di sé una forte tradizione protestante e puritana, che ne influenzò profondamente la vita e le opere. Tuttavia, non si definì mai completamente in tal senso: a volte sembrava più una mistica classica e altre volte pagana.

Emily venne al mondo il 10 dicembre del 1830, ad Amherst, nel Massachusetts (Stati Uniti). Suo padre, come altri membri della sua famiglia, ricopriva importanti cariche governative. Fu proprio la sua famiglia a farsi pioniera nel promuovere l’apertura di un centro educativo per bambine, che a quel tempo raramente ricevevano un’istruzione.

La futura poetessa ricevette la sua prima istruzione in quella scuola e lì approfondì la conoscenza delle scienze. Prese anche lezioni di piano da una zia e altre lezioni private di giardinaggio e orticoltura, attività che amò fino all’ultimo giorno della sua vita. Fu anche una grande estimatrice dell’astronomia.

Una volta terminata la sua istruzione di base, Emily Dickinson studiò in un seminario per giovani. Lì ricevette una formazione accademica, ma l’obiettivo principale dell’istituzione era quello di formare missionari religiosi.

Le fu proposto di dedicarsi a tale attività, ma dopo molte riflessioni, decise di non accettare. Terminò pertanto gli studi diplomandosi in quello stesso centro come “non convertita”. In realtà, lasciò il seminario a causa di un problema di salute. È inoltre risaputo che fin dalla tenera età si appassionò alla poesia e che amava inventare storie con le quali intratteneva le sue compagne. Appena uscita dal seminario, tornò a casa del padre dove vi rimase per il resto della sua vita.

Due uomini suscitarono un enorme interesse in Emily Dickinson. Uno era Benjamin Franklin Newton, un uomo intelligente e scaltro, che entrò nella sua vita per raccomandarle delle letture e lusingare la sua intelligenza. Tuttavia, questo potenziale pretendente era malato di tubercolosi e, forse a causa di ciò, fu allontanato da lei. Morì poco più tardi, provocandole un profondo dolore.

L’altro uomo era Charles Wasdworth, un pastore protestante, ma anche pianista riconosciuto. L’uomo era sposato e si dice che si allontanò da lei per non “cadere in tentazione”, sebbene ciò non sia del tutto provato. Emily nutriva profonda ammirazione per lui, ma poco tempo dopo morì anch’egli.

Molti dei suoi biografi ipotizzano che le sue poesie d’amore fossero dedicate a questi due uomini. Tuttavia, esiste una versione molto più plausibile secondo la quale l’oggetto del suo affetto fosse Susan Gilbert, amica d’infanzia e moglie di suo fratello. Questo spiegherebbe il motivo per cui i suoi affetti erano avvolti da cosi tanto mistero.

Emily Dickinson rifiutò non solo di pubblicare le sue opere, ma anche di condividerle con le persone a lei più vicine. In seguito a ciò, solo sei delle oltre 1.800 poesie videro la luce mentre era in vita.

Emily trascorse gli ultimi 15 anni della sua vita rinchiusa, prima in casa e poi unicamente nella sua stanza. Prese anche l’abitudine di vestirsi esclusivamente di bianco.

Durante tutto quel periodo, usciva solo per recarsi nel suo amato giardino e trascorse il resto del suo tempo in isolamento. Morì per una malattia ai reni il 15 maggio del 1886. Fu sua sorella minore e fedele ammiratrice, Vinnie, a trovare i 40 volumi di poesie, rilegati a mano, che Emily nascondeva. E proprio lei fece conoscere al mondo quelle straordinarie opere.