#Ricomincio da Rai3, di Stefano Massini, prima puntata del 12 dicembre 2020, recensione di Daniela Domenici

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“siamo fatti della stessa sostanza dei sogni” dice Ariel ne “La Tempesta” di Shakespeare e il sogno di Stefano Massini, straordinario autore teatrale fiorentino, nel creare questa splendida trasmissione è che questo brutto periodo passi al più presto e possiamo ricominciare a sognare.

Per far questo ha scelto il teatro Sistina di Roma, che come tutti i teatri è ancora chiuso, e ha invitato sul suo palcoscenico alcuni/e artisti/e che ci hanno regalato momenti di sogno con la loro arte.

Insieme a lui ha condotto la brava Andrea Delogu e al pianoforte c’era Paolo Jannacci. Sono appena riemersa dalla magia della prima puntata e voglio raccontarvi in dettaglio i tanti momenti di questo spettacolo tornando a essere, seppur a distanza, la recensora teatrale che sono da più di dieci anni prima in Sicilia, poi a Firenze e infine a Genova.

Il primo momento è stato di danza, il grande coreografo fiorentino Virgilio Sieni ha accennato dei lievi movimenti di danza con tre persone anziane con l’accompagnamento della violoncellista Naomi Berrill: struggente.

È stato poi il momento del teatro comico, irriverente e sono arrivati “i due papi”, Tullio Solenghi e Massimo Lopez, il primo nei panni di papa Ratzinger, il secondo in quello di Bergoglio; la loro celebre ironia ci ha regalato sorrisi, poi si sono esibiti come cantanti prima in “The sound of silence” di Simone & Garfunkel e poi in “Let it snow” di Dean Martin: eccezionali!

Quando il Sistina è stato chiuso era in scena il musical “Full Monty” e Massini ha invitato il cast a farci vedere e ascoltare un brano tratto dallo spettacolo.

Stefano Massini ha raccontato che ha avuto il Covid, che ha avuto molta paura durante la malattia e che ha ricevuto messaggi e telefonate di affetto e sostegno da alcune persone dello spettacolo una delle quali è Adriano Celentano con il quale ha fatto una struggente telefonata.

È stata la volta di Alessio Boni che ha interpretato, con grande classe attoriale intrisa di passione, un brano tratto da “Il visitatore” di E. E. Schmitt i cui personaggi principali sono Freud e Dio e Boni ha impersonato quest’ultimo.

Come omaggio a Franca Rame e Dario Fo Valentina Lodovini ha interpretato splendidamente una parte di “tutta casa letto e chiesa” che Fo e Rame hanno scritto nel 1977, fantastica!

In collegamento dal teatro di Mira (VE) è intervenuto Marco Paolini che sta preparando uno spettacolo, insieme a Saba Anglana e a Lorenzo Monguzzi del Teatro tra Parentesi, “L’orologio del Pantheon” e ce ne ha offerto un’anteprima.

Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu hanno poi letto il celebre “Canto di Natale” di Charles Dickens, bravissimi!

È stato il turno finalmente di Andre Delogu che ha narrato, con l’accompagnamento musicale di Paolo Jannacci al piano, una fiaba-non fiaba incentrata sull’aumentata violenza sulle donne durante il lockdown da parte di mariti e compagni che da principi azzurri diventano orchi, mostri.

E subito dopo è arrivata Fiorella Mannoia che ha parlato del suo impegno su questo argomento e del concerto, insieme ad altre cinque colleghe cantanti, che era programmato per il settembre scorso e che si spera possa aver luogo al più presto; i proventi saranno devoluti alle associazioni che si occupano di violenza.

Un altro momento leggero e sorridente ce l’hanno offerto Massini insieme a Paolo Montanari e a Vinicio Marchioni; hanno declamato a turno una raffica di luoghi comuni: deliziosi!

Un altro momento di magia e di sogno ce l’ha regalato Marta Cuscunà, una straordinaria attrice di teatro visuale che ha portato in scena sei pupazzi di suore a cui ha dato voci diverse, quasi una ventriloqua: fantastica!

Un altro collegamento esterno, questa volta con il teatro La Vicaria di Palermo e con la regista Emma Dante che sta preparando uno spettacolo che è una rivisitazione della celebre fiaba “Scarpette rosse” di Andersen di cui ci ha offerto un assaggio.

Andrea Delogu ha chiesto a Stefano Massini qual è stato il motivo che l’ha fatto avvicinare al teatro e diventare drammaturgo; ha risposto partendo da lontano, dallo sbarco sulla luna del 1969 e da grande affabulatore qual è riuscito ad arrivare a dare la risposta

Magica conclusione dello spettacolo con un maestro del teatro, Glauco Mauri, che ci ha regalato prima un brano tratto da “Timone d’Atene” poi da “La tempesta”, l’ultima opera del bardo, i cui ultimi versi, quelli del sogno, appunto, con cui ho iniziato questa mia recensione, sono stati interpretati da Roberto Sturno.

Grazie a Stefano Massini e ad Andrea Delogu, mi aspetta la seconda puntata del 19 che vi racconterò al più presto.