Nessuna causa è persa, di Cathy La Torre, recensione di Daniela Domenici

Questo libro è un omaggio a chiunque abbia condotto una lotta quando l’unica certezza era che il proprio corpo sarebbe diventato un campo di battaglia per affermare o conquistare un diritto. Questo libro è un omaggio a tutti coloro, uomini e donne, che hanno accettato ogni rischio di caduta e di sconfitta pur di creare un precedente di cui altri/e avrebbero beneficiato. Questo libro non parlerò solo di ingiustizie ma di persone. Non racconterò solo di diritti ma di corpi ed esistenze su cui quei diritti hanno compiuto una rivoluzione. In questo libro non troverete un glossario di termini giuridici ma le storie e i nomi di chi ha lottato per un diritto e per questo non ha mai perso la sua causa. Perché non esistono cause perse ma solo cause che devono ancora essere combattute”. Sono appena riemersa dalla lettura di questo splendido libro e voglio cominciare la mia recensione con le parole con cui l’autrice, Cathy La Torre, avvocata siculo-felsinea, conclude la sua introduzione; il suo libro è tutto questo e molto altro e mi ha emozionato profondamente per vari motivi.

In primis per la passione che trapela da ogni parola e che connota e caratterizza la sua professione che somiglia in toto a quella della sottoscritta; seppur in ambiti diversi abbiamo lo stesso modo di interagire, di credere che nessuna causa sia persa, che si possa sempre fare una rivoluzione grazie ai diritti.

Sono tante le affinità che ho scoperto tra Cathy La Torre e me, ne elenco solo alcune. Entrambe siamo nate in Sicilia ed entrambe siamo state migranti, anche la mia è una storia di migrazioni “e come lei alle migrazioni devo la vita”…”se chiunque di noi affonda lo sguardo nelle sue radici troverà una migrazione…”

Un altro elemento in comune è l’attenzione al mondo LGBTQI+, la mia è nata quando ho scritto il mio primo libro dedicato al mondo trans nel 2010, ho dedicato un angolo del mio sito a queste tematiche e le ho affrontate anche quando, insegnando in carcere qualche anno dopo, ho avuto un alunno FtM. Una delle storie che Cathy racconta, e che conoscevo già, è quella di Miki, una persona FtM che ha trovato, dopo varie, drammatiche vicissitudini, la serenità e l’amore. Splendidamente sincera l’autrice quando ci racconta com’è si sia evoluto il suo orientamento sessuale gender fluid.

Ogni capitolo mi ha dato emozioni e commozione e in particolare mi ha molto colpito quello dedicato al revenge porn, a quanto i social media possano distruggere la vita delle persone e mi è stato molto utile per uscire subito da una chat; e quello sull’episodio assurdo, crudele e devastante, accaduto a Bologna, che ha per protagonista l’ex ministro, aspirante dittatore, e un ragazzo, che potrebbe essere un nostro figlio, che è stato messo alla gogna per pura propaganda politica e che non ha mai ricevuto alcuna scusa.

Grazie a Cathy La Torre per aver promosso la campagna contro l’odio online #odiareticosta e per aver creato Wildside – Human First che si occupa dei diritti non ancor riconosciuti.