accadde…oggi: nel 1873 nasce Colette, di Claudia Santini

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Un mito nazionale, un simbolo dei tempi che furono e la prima donna nella storia della Repubblica Francese a ricevere funerali di stato: Sidonie-Gabrielle Colette, nota soltanto come Colette, è stata la scrittrice e attrice teatrale francese che più ha lasciato un segno nella prima metà del XX secolo. Eppure di lei ricordiamo poco, nonostante abbia rivoluzionato con la sua intraprendenza più di un settore – tra polemiche e innovazioni: è stata autrice e critica teatrale, sceneggiatrice e critica cinematografica, giornalista e caporedattrice, romanziera, attrice, ballerina, estetista e venditrice di cosmetici.

Le sue esibizioni music-hall completamente nuda, le sue relazioni scabrose con le celebrities di fine 800 di entrambi i sessi, i tanti divorzi e gli amanti uno via l’altro, la sua lotta senza pari contro i tabù femminili e la sua sfida perenne alle convenzioni e alle restrizioni morali dell’epoca non le hanno impedito di ottenere importanti onorificenze accademiche e diventare Grand’Ufficiale della Legion d’onore. Un personaggio imprescindibile che il pubblico ricomincia a ricordare (e impara ad amare grazie) anche grazie al film biografico Colette nel quale la protagonista ha il volto di Keira Knightley.

La vita di Colette

Nata in un piccolo comune francese il 28 gennaio 1873, Colette vive tutta l’infanzia amata e coccolata dalla famiglia, a contatto con la natura e immersa nella cultura. Impara presto ad apprezzare musica e libri di autori cult grazie alla madre, una donna molto moderna, anticonformista e atea dichiarata che la abitua presto a ragionare a mente aperta e a sfidare tutti i tabù della società di allora. Colette studia musica e teatro e sposa presto uno scrittore e giornalista 14 anni più vecchio di lei, uno degli esponenti della belle époque parigina con fama di donnaiolo. Saranno proprio i continui tradimenti a causarle una breve ma forte depressione, dalla quale però si riprende velocemente iniziando a farsi un nome su giornali e riviste, scrivendo cronache musicali e giornalistiche sempre più estrose e di successo.

Dopo il primo romanzo Claudine a scuola – accantonato dal marito per 4 anni perché “inservibile”, e diventato un incredibile successo nel 1900, tanto da diventare uno dei maggiori best seller francesi di tutti i tempi – Colette ne ricava una serie di libri che diventeranno rapidamente anche opere teatrali di grido: Claudine, la protagonista, è la prima teenager di quel secolo a conquistare tutta l’attenzione del pubblico. Mentre il primo matrimonio va verso il tramonto, Colette inizia a scrivere di personaggi femminili sempre più libertini e si dedica al music-hall, interpretando donne lesbiche, disinibite, che danno scandalo. Intorno al 1910 conosce un nuovo amante, inizia a esibirsi nuda e ingioiellata e sposa Henry de Jouvenel – barone, giornalista politico e redattore capo de Le Matin.

Rimane incinta per errore a 40 anni, ma nonostante la gravidanza continua comunque a esibirsi e a dedicarsi alla scrittura accumulando riconoscimenti, scandali e fame alterne fino alla fine dei suoi giorni. Muore a Parigi nel 1954 dopo una lunga malattia, ma il suo personaggio scatena controversie anche all’ultimo: dopo una vita di scandali la Chiesa le rifiuta i funerali religiosi, ma Colette diventa comunque la prima donna in Francia a ricevere i funerali di stato nella corte d’onore del Palais-Royal.