Piera, sesta vittima di femminicidio, il silenzio delle istituzioni è complice, di Cinzia Pennati

Piera. 6^ vittima di femminicidio. Il silenzio delle istituzioni è complice.

Palermo.

Piera. 32 anni. Cantante neo melodica. Tre figli. Dieci coltellate inferte da suo marito.

Era geloso, ovvero, la considerava oggetto di sua proprietà.

È la sesta vittima di femminicidio nel 2021.

Quando il mondo non vede. Quando i vicini non si accorgono. Quando la famiglia non si muove abbastanza. Quando nessun parlamentare si ferma, scrive due righe, si espone, si impegna e dice: “È arrivato il momento di fare qualcosa”, l’atto finale della violenza si compie con il femminicidio.

Non c’è più stupore. Nessuna parola da parte di chi potrebbe fare qualcosa e cambiare le leggi. Creare prevenzione. Aiutare le donne ad uscire dalla violenza attraverso azioni anche economiche. Inasprire le pene. Condannare.

C’è stato un prima, che sia chiaro, un prima a quelle dieci coltellate. C’è stata una lite, l’intervento della polizia, chiamata da lei, c’è stata sicuramente una storia di violenza. Non dobbiamo dimenticarlo mai.

Il femminicidio è solo l’atto finale. È quel prima su cui bisogna lavorare. Quel prima su cui si dovrebbe intervenire.

Il silenzio delle istituzioni mi stordisce, è complice. Perché se non se ne parla il problema non esiste.

La violenza non esiste. Il patriarcato non esiste. Noi non esistiamo.

Nè da vive né da morte.

Rimangono i nostri figli, ma non sempre. E quando rimangono sono comunque vittime.

Ma, forse, neanche loro esistono.