accadde…oggi: nel 1998 muore Lia Pasqualino Noto, di Rosa Mastrandrea

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Scriveva nel 1934 la pittrice Lia Pasqualino Noto: «Noi viaggiamo molto ma non emigreremo, poiché crediamo oggi di avere il diritto di lavorare nella nostra casa, senza essere per ciò dimenticati». Lia Noto nacque a Palermo il 22 agosto 1909. Studiò a casa, con insegnanti privati, manifestando subito il suo amore per la pittura. A undici anni ebbe come maestro l’artista bagherese Onofrio Tomaselli. Sviluppò la sua ricerca, senza mai dimenticare di essere siciliana e attraverso la leggerezza e la fluidità del segno sottolineò la forza della luce e la relativa trasfigurazione in colore.

All’inizio degli anni Trenta si era formato a Palermo, tra i frequentatori dello studio di Pippo Rizzo, il “Gruppo dei Quattro”, composto da lei, da Renato Guttuso, dagli scultori Giovanni Barbera e Nino Franchina (e da un riservato sostenitore del gruppo, Guglielmo Pasqualino, marito di Lia).

La pittrice ricordava che, avendo verificato il favore di alcuni critici che equivocando sul nome “Pasqualino Noto” la scambiavano per un uomo, aveva giocato a nascondere la propria identità lasciando credere che l’autore dei dipinti fosse suo marito. «Nel 1937 – scriveva – a una donna era quasi impossibile venir presa sul serio: una prevenzione razziale relegava la femmina al ruolo dei “dilettanti”». I “Quattro” si imposero all’attenzione nazionale proponendo un’alternativa polemica al nuovo accademismo classicheggiante e al convenzionalismo della “solidità” figurativa che andava appiattendosi nel ruolo di arte di regime. Tappe fondamentali del Gruppo furono le mostre del 1934 alla “Galleria del Milione” di Milano e quella del 1935 alla “Galleria Bragaglia Fuori Commercio” di Roma.

Lia Pasqualino Noto espose per la prima volta nel 1929 alla II Mostra Sindacale Siciliana e da quel momento fu costantemente presente alle principali manifestazioni siciliane e nazionali: Mostra Internazionale di Arte Sacra a Padova e a Roma nel 1931, a Firenze nel 1933. Nel 1932 tenne la sua prima personale nell’ambito della III Mostra del Sindacato di Artisti Siciliani e iniziò la sua attività di gallerista, dirigendo a Palermo la Galleria Mediterranea a Palazzo De Seta e, successivamente, nella libreria dell’editore Salvatore Fausto Flaccovio. Forte del successo di questa iniziativa culturale riuscì a fare acquistare alla Galleria Civica d’Arte Moderna opere di Cagli, Guttuso, Pirandello, Sironi e Casorati.

Dopo un lungo silenzio, durato fino al 1969, tornò all’attenzione della critica nazionale da protagonista. Delle molte personali vanno ricordate quella del 1970, alla Galleria 32 di Milano, e quella collettiva de “Il Gruppo dei Quattro”, a Palermo nel 1999-2000.