Palombelli e Venezi a Sanremo, riflessione di Cinzia Pennati

non ho mai visto Sanremo ma condivido questa riflessione di Cinzia Pennati
Palombelli si è rivolta alle donne di oggi come quelle che tengono insieme il Paese solo perché «tengono le scuole aperte attraverso i tablet, tengono le famiglie tranquille e accudiscono le persone che hanno la positività».
Ecco. È proprio questo il problema. Messaggi di questo tipo tendono la mano al patriarcato e al sessismo travestite da “libertà”.
Cara Palombelli, il Paese lo devono tenere su i governi, le scuole (come ho scritto oggi sul mio blog sosdonne.com) devono reggere attraverso investimenti e non sulle donne con la Dad. Inoltre le donne hanno, per così tanto tempo, tenuto le famiglie tranquille che quando provano ad alzare lo sguardo e a dire: “Non ci sto più, non ce la faccio”, vengono uccise. E l’accudimento, poi, quella maledetta cura, deve essere ad appannaggio dei servizi alla persona. Non nostra. In questo modo saremo e resteremo ancelle.
Insomma ci dici che dobbiamo studiare, essere indipendenti ma rimanere sempre sottomesse ad un sistema che ci tiene dentro alle famiglie anche quando siamo infelici, veniamo abusate e maltrattate, perché appunto dobbiamo “far star tranquilli”. Tranquilli chi? Gli uomini forse? Gli stessi che fanno carriera e procedono e poi decidono le leggi per altri uomini? Gli stessi che si dimenticano di noi quando devono spartirsi il potere? Gli stessi che non aumentano gli asili nido, il tempo pieno, i servizi educativi, i consultori, non investono per una scuola migliore o servizi per gli anziani, perché intanto ci stiamo noi, disoccupate e precarie, a tenere su un Paese?
E niente, ieri Sanremo, con lei e la direttrice d’orchestra Beatrice Venezi ( persino quando il linguaggio ce lo permette si usa il generico maschile), abbiamo perso una grande occasione.
E, io da cretina, che insegno a scuola e alle mie figlie, esattamente il contrario di questi due messaggi femminili! Se vuoi consolidare un sistema piazzaci un paio di donne, magari in ruoli d’emancipazione, e fai credere alle altre che basta questo per essere libere!
D’altronde Sanremo è sempre Sanremo, quello di Amadeus, del passo indietro.
Invece è proprio vero ciò che ha scritto Simone De Beauvoir: “Donne non si nasce, lo si diventa”. Ogni riferimento è puramente casuale!