accadde…oggi: nel 1931 nasce Elisa Frauenfelder

Elisa Frauenfelder – Wikipedia

Elisa Frauenfelder (Napoli2 maggio 1931 – 31 dicembre 2017) è stata una pedagogista e accademica italiana. Antesignana degli studi del rapporto tra pedagogia e biologia, ha ideato le scienze bioeducative.

Laureata in Filosofia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, collabora prima come assistente volontario e poi come assistente ordinario con Cecilia Motzo Dentice d’Accadia – gentiliana di formazione e punto di riferimento per la filosofia dell’educazione italiana degli anni Cinquanta – la quale la avvia allo studio della storia del pensiero pedagogico, circostanza che la immerge nella tradizione pedagogica dell’ex Istituto Universitario di Magistero Suor Orsola Benincasa (oggi Università), dove inizia a svolgere attività di studio e di ricerca.

Diventa libero docente di Storia della pedagogia e, successivamente, professore ordinario di Pedagogia generale e sociale all’Università degli Studi di Napoli Federico II (dove rimarrà in ruolo fino al 2003), dove è stata anche direttore del Dipartimento di Scienze Relazionali.

Ritornata in pianta stabile all’Università Suor Orsola Benincasa, fonda il corso di laurea in Scienze della formazione primaria (di cui sarà presidente fino al 2011, quando la guida sarà assunta dal suo allievo Fabrizio Manuel Sirignano) e organizzatrice di innumerevoli corsi di formazione e di aggiornamento degli insegnanti. Sarà professore straordinario di Pedagogia generale e sociale fino alla sua morte, avvenuta il 31 dicembre 2017.

Sono gli interessi di natura storico-filosofica, che si legano anche alla questione dell’educazione al femminile, a caratterizzare i primi due decenni del lungo percorso di ricerca di Elisa Frauenfelder, che dà alle stampe alcuni studi sull’opera di Albertine Necker de Saussure, di Leon Battista Alberti e dei fratelli Socino. Scritto minore, quest’ultimo, a cui tuttavia era particolarmente legata al punto da citarlo in ogni conversazione che aveva con i numerosi giovani ricercatori che le facevano visita da tutto il Paese, quale esempio di attività di ricerca derivante dallo studio meticoloso e intransigente delle fonti di archivio.

Elisa Frauenfelder ha ricorda più volte alle tre generazioni di pedagogisti napoletani che ha formato come tale studio della storia le avesse permesso di “non cadere mai nei tranelli del riduzionismo scientista e nelle cangianti mode intellettuali”. Una testimonianza forte di un tale ancoraggio può essere ottenuta dalla lettura delle opere che la Frauenfelder dedica, tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta, ai processi di apprendimento e di insegnamento, facendo sua una metodologia di indagine di tipo interdisciplinare, quasi del tutto assente a quell’epoca nella pedagogia italiana, a cui si era formata, immediatamente dopo la laurea, presso la Scuola Estiva di Psicopedagogia per studenti stranieri diretta da Jean Piaget all’Università di Ginevra. Si interessa dunque della relazione tra i fattori genetici e i fattori ambientali che presiedono lo sviluppo del pensiero e dell’agire umano. Sono quelli, infatti, gli anni in cui fonda in Italia l’ambito di ricerca delle scienze bio-educative, interconnettendo prima pedagogia e biologia e poi, nell’ultimo decennio del secolo scorso, pedagogia, scienze cognitive e neuroscienze.

A partire dagli anni Settanta, la Frauenfelder trasforma la cattedra di Pedagogia in un luogo di sperimentazione viva fondato, da un lato, sulla collaborazione tra i suoi assistenti e gli studenti dei suoi corsi e, dall’altro, sulla sinergia tra la ricerca scientifica di stampo accademico e le realità educative del territorio, scolastiche ed extra-scolastiche. In particolare, la formazione dei docenti di ogni ordine e grado sulle questioni del sostegno dei processi di apprendimento (specialmente degli alunni con bisogni educativi speciali), e della gestione della relazione educativa, è stata la finalità che ha illuminato il lavoro “maturo” della Frauenfelder. La sua Cattedra di Pedagogia generale al Suor Orsola è attualmente affidata ai suoi allievi Enricomaria Corbi e Fabrizio Manuel Sirignano, oggi professori ordinari.