quando ci amiamo solo se ci amano, di Cinzia Pennati

Quando ci amiamo, solo se ci amano. – Penny (sosdonne.com)

Ho cercato tanto l’amore quando ero una ragazzina e poi una giovane donna. L’ho cercato con ostinazione.

L’ho cercato perché senza amore non ero nessuno. Se qualcuno mi amava, agli occhi degli altri esistevo. Se hai una famiglia esisti. Se sei una moglie esisti. E poi se hai dei figli che ti amano, esisti.

Da ragazze ci hanno insegnato che non basta essere donne.

Da bambine ci hanno messo i pentolini in mano e poi le bambole tra le braccia mica a caso. Hanno scritto la storia prima che noi imparassimo a leggerla.

Se sei un uomo che non si è sposato, sei un Don Giovanni, uno che si vuole divertire o che se la gode.

Se sei una donna che non è sposata, hai un solo appellativo: sei una zitella.

Anche il modo in cui veniamo definite racconta tanto delle nostre storie, è per questo che, spesso, abbiamo la frenesia dell’amore e ci teniamo chi ci vuole, senza chiederci se davvero lo abbiamo scelto.

Lui ci vuole e ci sembra una fortuna. È così che ci infiliamo in situazioni dolorose o che alla fine non ci rendono felici. Ci hanno abituato a pensarci in termini di soddisfazione altrui

Così ci amiamo se ci amano. Se ci legittimano. Se ci riconoscono. Insomma siamo sponde, argini dentro cui il fiume scorre tranquillo per buttarsi in mare ed espandersi, ingrandirsi.

È che dovremmo amarci anche se non ci amano, eppure lo pensiamo impossibile, perché nessuno ha mai narrato in questo modo una fiaba. Ma è così che dovremmo iniziare a raccontare le nostre storie di donne.

L’ esistenza vale anche se siamo sole, smettiamo di pensare che non sia così e divulghiamo la notizia che il primo obiettivo per una giovane donna non è mai l’amore ma l’indipendenza economica, quindi sociale, quindi emotiva.

Smettiamola di guardare le donne sole come se fossero monche, non in grado di “tenersi” un uomo o di cercarselo, e smettiamolo di pensarla così di noi stesse.

Cambiamo narrazione, invece, perché, capita che ci teniamo uomini che ci fanno male, perché se tutte noi cercheremo per prima cosa di autodeterminarci, il futuro sarà più giusto.

Anche per le figlie del mondo.

È che dobbiamo amarci, anche se non ci amano. E farlo diventare un progetto potente della nostra esistenza.