il volo del pensiero, di Loredana De Vita

The Flight of Thought – Writing Is Testifying

Il pensiero sfugge, talvolta vola via e cerca riparo in meandri silenziosi dove giacciono scintille di vita e di senso. Accade quando, turbati e stanchi dell’attimo presente, il cuore e la mente desiderano spazi più ampi e orizzonti più lontani da poter offrire alla propria ricerca umana di senso. Non di cose, ma di senso, di significati, valori che avviino la conquista dell’umana natura e la spingano verso ideali più alti e vasti, ma non impossibili.
È la supremazia del valore della vita e non il suo spreco spregiudicato quello che guida tale ricerca, quello che insegna a osservare, riconoscere, ricongiungersi e scoprire l’infinito e persino l’oltre e l’altrove.
La parola fluisce sincera e appassionata quale specchio di un pensiero che non si arrende e di una speranza che si dona. A che serve, infatti, sperare per sé stessi soltanto?
Non è il vuoto quello che desidero alimentare, anzi, desidero riempirlo anche con sacrificio, affinché sia chiaro che anche nel dolore c’è speranza, una speranza per l’altro oltre che per sé stessi. Perché, infatti, la speranza è attiva e non può essere solo auodiretta, altrimenti il suo significato sarebbe svilito e la sua direzione si trasformerebbe in un circuito breve, brevissimo, che riporta sempre a sé stessi e alla propria solitudine senza riuscire a colmare il vuoto né a dare valore al dolore e alla speranza e alla parola e all’amore.
Il proprio gemito non può annullare il gemito del mondo né annullarsi in esso, non siamo che una parte e la nostra non è che una voce. Non lamentarsi, dunque, ma costruire.
Il pensiero, infine, ritorna, è ancora triste e stanco, ancora prova il suo dolore, ma nel dolore cresce e ama.