accadde…oggi: nel 2017 muore Mirella Karpati, di Peppe Sini

In memoria di Mirella Karpati a tre anni dalla scomparsa

2020 – Il 5 agosto ricorre il terzo anniversario della scomparsa di Mirella Karpati (1923-2017), illustre pedagogista e studiosa della cultura dei rom e dei sinti, fondatrice del “Centro studi zingari”, direttrice della rivista “Lacio drom” che per decenni è stata punto di riferimento per gli studiosi a livello internazionale, autrice, curatrice, promotrice e traduttrice di molte pubblicazioni ancor oggi fondamentali.

All’impegno culturale e scientifico Mirella Karpati ha sempre affiancato sia la personale solidarietà concreta, sia la promozione di iniziative affinché le istituzioni riconoscessero, rispettassero e promuovessero i diritti umani delle persone e delle comunità rom e sinte.

Chi l’ha conosciuta ne ricorda la profonda umanità, la vasta cultura, il generoso impegno intellettuale, morale e civile.

Per chi scrive queste righe resta un’indimenticabile maestra di umanità, una compagna di lotte necessarie, un’amica personale, e una luminosa testimone dell’umanità come potrebbe e dovrebbe essere.

Anche nel ricordo di Mirella Karpati ancora una volta denunciamo la folle e scellerata violenza razzista ancor oggi presente nel nostro paese per responsabilità primaria di sciagurati ed insensati governanti sia degli scorsi anni che tuttora in carica.

Anche nel ricordo di Mirella Karpati ancora una volta esortiamo alla difesa nitida e intransigente dei diritti umani di tutti gli esseri umani.

Anche nel ricordo di Mirella Karpati ancora una volta chiamiamo all’impegno per quattro provvedimenti necessari e urgenti:

1. riconoscere a tutti gli esseri umani in fuga da fame e guerre, da devastazioni e dittature, il diritto di giungere in salvo nel nostro paese e nel nostro continente in modo legale e sicuro, ove necessario mettendo a disposizione adeguati mezzi di trasporto pubblici e gratuiti; è l’unico modo per far cessare la strage degli innocenti nel Mediterraneo ed annientare le mafie schiaviste dei trafficanti di esseri umani;

2. abolire la schiavitù e l’apartheid in Italia; riconoscendo a tutti gli esseri umani che in Italia si trovano tutti i diritti sociali, civili e politici, compreso il diritto di voto: la democrazia si regge sul principio “una persona, un voto”: un paese in cui un decimo degli effettivi abitanti è privato di fondamentali diritti non è più una democrazia;

3. abrogare tutte le disposizioni razziste ed incostituzionali che scellerati e dementi governi razzisti hanno nel corso degli anni imposto nel nostro paese; si torni al rispetto della legalità costituzionale, si torni al rispetto del diritto internazionale, si torni al rispetto dei diritti umani di tutti gli esseri umani;

4. formare tutti gli appartenenti alle forze dell’ordine alla conoscenza e all’uso delle risorse della nonviolenza; poiché compito delle forze dell’ordine è proteggere la vita e i diritti di tutti gli esseri umani, la conoscenza della nonviolenza è la più importante risorsa di cui hanno bisogno.

Il razzismo è un crimine contro l’umanità.
Siamo una sola umanità in un unico mondo vivente.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Salvare le vite è il primo dovere.

Una minima notizia su Mirella Karpati

Mirella Karpati, nata a Fiume il 9 settembre 1923 e deceduta a Roma il 5 agosto 2017, intellettuale finissima e militante per i diritti umani di grande rigore, illustre pedagogista, è stata una grandissima studiosa della cultura zingara, impegnata a fianco di sinti e rom per il riconoscimento dei loro diritti; fondatrice con don Bruno Nicolini del Centro studi zingari nel 1965; dal 1965 al 1999 è stata direttrice della prestigiosa rivista scientifica “Lacio Drom”; svolse un ruolo fondamentale per l’integrazione scolastica delle bambine e dei bambini rom e sinti ed affinché le istituzioni riconoscessero, rispettassero e promuovessero la cultura e i diritti umani delle persone e delle comunità rom e sinte.

Tra le opere di Mirella Karpati: Romanò Them: mondo zingaro, Missione cattolica degli zingari, Roma 1963; “Per una storia dello sterminio degli zingari”, in “Quaderni del Centro di studi sulla deportazione e l’internamento”, n. 4, Litostampa Nomentana, Roma 1967; Una scuola per gli zingari, Opera Nomadi, Roma 1973; (con Renza Sasso), Adolescenti zingari e non zingari, Centro studi zingari, Roma 1976; Fra i rom: vita e storie zingare, La Scuola, Brescia 1978; I figli del vento: gli zingari, La Scuola, Brescia 1978; (con Bruno Levak), Rom sim. La tradizione dei Rom kalderasha, Centro studi zingari, Roma 1984; (a cura di, con Ezio Marcolungo), Chi sono gli zingari?, Edizioni Gruppo Abele, Torino 1985; “Il genocidio degli zingari”, ne Le minoranze etniche europee di fronte al nazismo e fascismo, Aosta 1985; (a cura di), Zingari ieri e oggi, Centro Studi Zingari, Roma 1993; “Zingari e Resistenza”, ne L’opposizione popolare al fascismo, Quaderni del Centro studi difesa civile – Edizioni Qualevita, Torre dei Nolfi, 1996.