il potere educativo delle fiabe, anche quelle spaventose, di Cinzia Pennati

https://sosdonne.com/2021/08/20/il-potere-educativo-delle-fiabe-anche-quelle-spaventose/

Le fiabe servono ai bambini. Anche quelle spaventose.

Servono per esorcizzare la paura e affrontarla.

Quando a scuola leggo qualche storia in cui dei personaggi muoiono o succede qualcosa di tragico, lì per lì, mostrano tristezza, ma, quando gli domando cosa gli è piaciuto di più, di solito riportano proprio quell’episodio.

I bambini e le bambine hanno bisogno di storie a lieto fine ma anche del bosco, delle case stregate e di adulti cattivi.

E lo so che state strabuzzando gli occhi, ma nella vita reale non sono gli adulti che fanno scoppiare guerre? Che uccidono persone e fanno sparire bambini?

Di certo non lo capiscono di fronte a giochi in cui i personaggi si sparano, in cui più uccidi più vinci. Giochi tutti al maschile in cui la virilità è data dalla forza. Perché, succede, che lo spazio abbandonato della nostra lettura, spesso, è lasciato alla solitudine del telefono o del tablet.

Come possono comprendere la differenza tra il bene e il male, se non attraverso il linguaggio delle fiabe?

La paura delle fiabe è meraviglia, nelle fiabe può succedere di tutto, può sparire anche un bambino ( perché, a volte, non scompaiono ai nostri occhi i figli?, non scompaiono davvero?) ma, quella paura non è mai fine a se stessa. come, invece, accade ad esempio nei videogiochi.

Le fiabe parlano della possibilità di superare quella paura trasformandola in un racconto che, alla fine, deterge e aiuta. In cui, anche i personaggi inetti, deboli, differenti, possono essere riscattati. In cui ogni bambino o bambina può riconoscersi e comprendere meglio la storia accaduta o che deve accadere.

A volte li immaginiamo sordi e ciechi i nostri bambini, come se non si accorgessero delle cose che accadono intorno a loro e nel mondo, invece, più sussurriamo, più aguzzano le orecchie e spalancano gli occhi.

A volte li anestetizziamo mettendogli in mano un telefono, credendo che non ascoltino i nostri discorsi di adulti, invece, si alienano mentre lo fanno.

Leggere le fiabe è necessario.

E magari mentre leggiamo, possiamo fare un bel gioco e cambiare il genere ai protagonisti, offrendo così possibilità nuove di identificazione.

Leggere con loro vuol dire affrontare lo spavento insieme. Con chi devono farlo se non con noi che siamo i loro adulti?

Magari abbracciati, magari con i corpi vicini. Come una grande consolazione.