L’educazione delle fanciulle, di Luciana Littizzetto e Franca Valeri, Einaudi 2011, recensione di Daniela Domenici

Il sottotitolo “dialogo tra due signorine perbene” ci dà subito la misura di cosa andremo a leggere, un delizioso dialogo tra due donne di epoche diverse, quasi mezzo secolo tra di loro, che hanno in comune, come fil rouge, una straordinaria, elegante, dirompente ironia.

Le due “signorine perbene” hanno esperienze e background culturali diverse/i eppure hanno delle affinità elettive goethiane, parlano la stessa lingua: quella dell’intelligenza ironica, mai volgare, che colpisce e fa riflettere.

Vorrei estrapolare un paragrafo della grande Franca Valeri “…nell’educazione alle fanciulle…non è previsto l’insegnamento alla solitudine. Che è un’attitudine rara, del tutto personale…non ha età…della mia vita non cambierei nulla. Sono senza rimorsi, non ho fatto capricci e ho coltivato una solitudine traversa. Ma mi secca molto dover moire. Ho troppe cose da fare. Per fortuna non si muore. Si vive sempre”: standing ovation!

E per la par condicio ecco un paragrafo della formidabile Luciana Littizzetto “…un’altra cosa che ho capito è che la vita è come il Monopoli. Ogni tanto devi tornare indietro e passare dal Via. E qualcuno va anche in Prigione nonostante il legittimo impedimento. La bellezza è che ci sono gli imprevisti e le probabilità che danno vita alla vita”: standing ovation anche per lei!

Grazie di vero cuore a Luciana e a Franca!