per una enigmistica non sessista, di Daniela Domenici

Spesso una tematica politica di genere si manifesta in un modo ovvio: una nuova legge che ostacola i diritti delle donne, un tweet offensivo, un commento stonato su un network televisivo ma molte altre volte queste tematiche si manifestano in modi molto più sottili come sottile può essere la definizione di un crossword del New York Times apparentemente mondana.

Elizabeth Gorski, una delle prime creatrici di crossword puzzle per il NYT e altre importanti testate (e una delle poche celebri creatrici donne in questo campo) ha avuto un suo puzzle pubblicato sul Wednesday Times in cui al 54 verticale c’era questa definizione: Cosa può avere una grande foce? Risposta? DELTA. Era perfettamente ingegnosa eccetto che nel puzzle originario di Gorski il 54 verticale ne aveva un’altra. “Attrice di Intimate Affairs”. La risposta? DELPY, regista vincitrice di premi, attrice e autrice di testi di canzoni e cantante.

L’editore Will Shortz, commentando il puzzle, ha detto che la risposta DELPY gli sembrava “unappealing”, poco attraente, senza dare ulteriori spiegazioni, e così ha chiuso la questione. Tuttavia molte figure maschili altrettanto note come Bruce Lee, Waldo Pepper, Linus e Bernini sono state lasciate. Data la loro presenza Gorski ha dichiarato “Ho colto l’opportunità di includere Delpy, una donna forte, esperta, contemporanea”. La curiosa decisione di togliere dal puzzle una figura femminile così notevole ha creato un relativo tumulto nella comunità, generalmente calma, del crossword.

Tuttavia nonostante le ripercussioni Shortz ha detto che rimane sulla sua decisione “Parlando in generale nei crosswords preferisco vocaboli che tutti conoscono rispetto ai nomi propri che qualche persona sa e altre no, DELPY rientra nella seconda categoria. Personalmente non conoscevo il nome e neanche il mio assistente (uomo, per la cronaca). Ma anche se avessimo conosciuto il nome avrei probabilmente cambiato la risposta a DELTA in ogni caso per ampliare l’appeal del puzzle”. Perché tenere una donna importante fuori dal puzzle amplierebbe il suo appeal? Questa domanda e altre simili sta al cuore di alcune tematiche più profonde che hanno afflitto l’industria del puzzle incluso il NYT. Il “crossword puzzling” sta all’ intersezione precaria tra i giochi e la pubblicità, due campi che hanno combattuto a lungo con tematiche di parità di genere. In termini di struttura di leadership i puzzles si adattano moltissimo alla “male-centric mold”, la matrice centrata sul maschile, con controllo, al livello di costruzione ed editing, tenuto in modo predominante dagli uomini.

La prima editrice del “puzzle”, del cruciverba del NYT è stata, guarda caso, una donna: dal 1942 al 1969 Margaret Farrar ha gestito la nascente sezione cruciverba del Times coltivando i nuovi talenti mentre sviluppava molte delle regole del cruciverba e dei formati ancora attuali. Durante la sua gestione molti creatori di cruciverba erano donne; negli anni ’60 e fino agli anni ’70 è stato stimato che circa metà dei creatori di cruciverba sui quotidiani fossero donne.

Dopo l’uscita di scena di Farrar le redini del “puzzle editing” passarono a un uomo e gli uomini hanno gestito la sezione da allora. Che sia una coincidenza o no il numero di creatrici di cruciverba è diminuito da quel momento. E’ stato stimato che circa il 20-30% dei cruciverba siano firmati da donne oggi; l’anno scorso (2015 NdT) trentun uomini hanno “debuttato” nei cruciverba e solo sei donne che hanno fatto lo stesso.

“Nessuno conosce la ragione del gender gap” afferma Sholtz. Ma ha delle teorie. Per esempio può avere a che fare con un declino nell’età media dei creatori. Dice che quando lui ha iniziato nel 1993 l’età media dei creatori era intorno a 55 anni, ora stima che sia più vicina ai 40. “Nella mia esperienza le donne tendono a iniziare questo hobby più tardi nella vita, gli uomini, invece, da giovani (NdT: io ho iniziato a 12 anni e continuo da 52 anni ininterrottamente); quindi con il declino nell’età dei contributori ci sarà una percentuale più grande di uomini”.

Mentre i leaders dell’industria lottano per capire la fonte del “gap” Reynaldo condivide la sua teoria: è un sistema di leadership fondato sul potere e sulla prospettiva maschile. “Credo che i creatori portino il loro corpus di conoscenze e i loro personali interessi nei cruciverba che creano. Attualmente molte creatrici donne devono far accettare i loro cruciverba da un editore uomo. Una donna che conosco ha creato un cruciverba qualche anno fa il cui tema erano frasi con Dei nordici nascosti e LOKI si nascondeva in HELLO KITTY. Che grande risposta, vero? Sfortunatamente il cruciverba fu rifiutato perché l’editore uomo non pensava che HELLO KITTY fosse abbastanza noto”.

Tali decisioni riflettono la natura ciclica delle strutture del potere di genere. Con gli uomini come “gatekeepers”, portieri, è più difficile per le creatrici sfondare, la qual cosa, a sua volta, sanziona un ambito maschile nell’ambiente cruciverba. Questo è problematico specialmente per un’industria che si rivolge a solutori sia maschili che femminili.

Dopo aver tradotto questo articolo di Nikki Gloudeman e dato che sono un’enigmista appassionata da più di undici lustri e soltanto degli schemi in bianco di Bartezzaghi ho deciso di creare una mia enigmistica che non avesse definizioni sessiste come quelle rilevate dalla giornalista.

La mia enigmistica è composta da sedici schemi in bianco 22 x 12, Bartezzaghi docet, di cui cinque sono dedicati esclusivamente alle donne, soprattutto alle prime in ogni campo del sapere; gli altri sono tematici e sono dedicati al latino, uno dei miei amori, alla matematica, un altro, alla musica, alla storia, alla geografia, all’astrologia, all’inglese, alla spiritualità e a tanto altro ancora.

Anche i rebus, se ci fate caso, sono alquanto sessisti e ripetitivi, le donne sono quasi sempre a ricamare, a cucinare o a fare un tè, ogni tanto a leggere una rivista; anche per questo ho creato sessanta rebus, che spero di dare presto alle stampe, in cui le immagini usate sono assolutamente non sessiste e le frasi da indovinare sono spunti di riflessione, appunti di spiritualità e tanto altro ancora ma sono soprattutto messaggi positivi e propositivi, con tanti verbi e aggettivi anche desueti.