accadde…oggi: nel 1889 nasce Anna Andreevna Achmatova

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Tre donne nella rivoluzione, di Silvana Sonno, edizioni Era Nuova, recensione di Daniela Domenici

“Non startene al vento”, racconto di Stella Stollo, recensione di Daniela Domenici

Anna Andreevna Achmatova (pseudonimo di Anna Andreevna Gorenko) è stata una delle figure più importanti della poesia russa del Novecento. Con il marito, lo scrittore Nikolaj Stepanovič Gumilëv, e l’amico poeta Osip Ėmil’evič Mandel’štam è stata tra i protagonisti del movimento poetico dell’acmeismo. Da una iniziale poesia ispirata a motivi autobiografici e sentimentali, legata all’atmosfera prerivoluzionaria, specie del simbolismo, approda a una tematica civile e religiosa di grande respiro, nella quale campeggia il motivo del tragico destino della Russia.

Le sue vicende personali sono tragiche: nel 1921 i bolscevichi fucilarono il marito, Nikolaj Stepanovic Gumilëv, con l’accusa di attività controrivoluzionarie. Da allora fino alllo scoppio della guerra la censura le impedì di pubblicare. Nel frattempo suo figlio Lev fu imprigionato fra il 1935 e il 1940 nel periodo delle grandi purghe staliniane. Nel 1940  dette alle stampe Il salice e Da sei libri: raccolte dalle quali emerge un dolore derivato dalla costante ricerca della bontà degli uomini. Espulsa dall’Unione degli Scrittori Sovietici nel 1946 con l’accusa di estetismo e di disimpegno politico, riuscì tuttavia ad essere riabilitata nel 1955.  Nel 1962 riuscì a pubblicare il suo capolavoro al quale lavorava già dal 1942: il trittico Poema senza eroe, un nostalgico ricordo del passato russo, rielaborato attraverso la drammaticità che la nuova visione della Storia comporta, e attraverso una trasfigurazione dello spazio e del tempo in una concezione di puro fine. Invece il ciclo poetico Requiem (dedicato al figlio imprigionato)composto tra il 1939 e il 1940, dovette attendere più di trent’anni, fino al 1987, per essere pubblicato nell’URSS (in Occidente era apparso nel 1963), mentre è stato tra i primi testi a circolare nelle edizioni clandestine e ciclostilate (samizdat), alimentando le coscienze dell’incipiente movimento del “dissenso”.

Libri:

– Poema senza eroe e altre poesie, a cura di Carlo Riccio, Einaudi, Torino 1966; (cfr. C. Riccio, Materiali per una edizione critica di Poėma bez geroja di Anna Achmatova, Giardini, Macerata-Pisa 1996);
– Liriche scelte (1902-1964), a cura di Maria Luisa Dodero Costa, Libri Scheiwiller, Milano,1990;
– Io sono la vostra voce…, a cura di Evelina Pascucci, prefazione di Sergio Romano, Pordenone, Studio Tesi, 1990;
– La corsa del tempo: Liriche e poemi, a cura di Michele Colucci, Einaudi, Torino 1992;
– 47 poesie, traduzione di Michele Colucci e Carlo Riccio, Mondadori, Milano 1996;
– Poesie, a cura di Dan Danino di Sarra, Confronto, Fondi 1997 (ristampa anastatica dell’ed. Sansoni, 1951);
– Amedeo Modigliani e altri scritti, a cura di Eridano Bazzarelli, SE, Milano 2004;
– Distrugga, per favore, le mie lettere: lettere 1906-1966, a cura di Maurizia Calusio, Archinto, Milano 2005;
– Luna allo zenit e altre poesie, a cura di Bruno Carnevali, Passigli, Firenze 2007;
– Il bacio dell’icona, a cura di Curzia Ferrari, L’ancora, Milano 2011;
– È flebile la mia voce e altre poesie, a cura e traduzione di Paolo Galvagni, Via del vento, Pistoia 2012.