abbiamo bisogno di crollare ogni tanto e insegnarlo ai/lle figli/e, di Cinzia Pennati

https://sosdonne.com/2022/07/01/abbiamo-bisogno-di-crollare-ogni-tanto-e-insegnarlo-ai-figli/

Tutti abbiamo il diritto di crollare ogni tanto. Di fermarci e dire a voce alta: non ce la faccio più.

Se lo facessimo, forse le tragedie potrebbero essere fermate prima, il dolore riconosciuto e il malessere affrontato.

Abbiamo il diritto di essere diverse da quelle che siamo state un attimo prima. Di non essere comprese. “Non ti riconosco”

“Lo so, pazienza, non mi riconosco nemmeno io, per questo mi fermo”.

Abbiamo il diritto di calpestare il senso del dovere e abdicare alle responsabilità ogni tanto. Che facciano altri.

Ci hanno insegnato che crollare è sinonimo di debolezza, se crolli non stai bene e in questa società non stare bene è quasi una vergogna, come la povertà.

Crollare, è ancora un tabù, eppure niente come il crollo permette il ricominciare. Permette la vita e non la sopravvivenza.

Abbiamo il diritto di crollare ogni tanto, farlo quando ancora si ha il tempo di recuperare, perché, a un certo punto tempo non ce n’è più.

E ne hanno diritto i nostri figli. Rimanere indietro, sbagliare, perdere treni.

Che sarà mai? Quale sarà il delitto? Quale sarà la colpa, se nell’economia della vita il crollo porta al rispetto dei propri limiti? Aiuta a scoprire chi sei?

Abbiamo il diritto di crollare ogni tanto. Di dire no, di ritirarci nel nostro guscio, di non sorridere, di non acconsentire, di non piacere, di deludere, di non rispondere alle aspettative.

Ne abbiamo bisogno per noi e per i nostri figli perché sia accettabile la caduta.

Per ricordarci cos’è la profondità, per non morire prima del tempo.

Per essere specchio in un mondo in cui ci è chiesto di essere sempre all’altezza. Di cosa poi? Dei successi di qualcun altro?

Noi siamo le nostre rovine, e guardarle in faccia permette la trasformazione e il cambiamento. Saper crollare ogni tanto è uno dei più grandi insegnamenti.

Abbiamo bisogno del crollo e della sua accettazione, perché sia umana l’esistenza.

La nostra, e quella dei nostri figli.