accadde…oggi: nel 2009 muore Jolena Baldini, di Serenella Romeo

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gennaio 2021 – “Oggi farebbe un secolo. Il 16 gennaio 1921, a Montepiano di Vernio, nasceva Jolena Baldini, giornalista e scrittrice con lo pseudonimo Berenice, icona di artisti che ne hanno immortalato la lunga treccia bionda. Era una firma del Settevolante su Paese Sera, ha intervistato artisti e letterati, articoli in parte raccolti in ‘Presi a volo’. Conobbi Berenice e Gianpaolo Berto alla fine degli Anni 60 alla Farnese a Roma, a cena con Tono e Olga Romagnoli”.

“Legata dagli Anni 90 al figlio Guido, frequentando anche il fratello Jacopo, di Jolena  ho condiviso fino alla fine la vita in affettuosi scambi di golosità, interessi, memorie e giochi di parole. Dell’epistolario in lettere e biglietti sotto le porte dello stesso pianerottolo o a distanza di città, restano pagine infilate tra i miei libri. In mille e mille notti ha avuto compagne la Lettera 22 e la penna. Lapis e taccuino in mano, con ogni tempo a piedi o assorta in autobus, in brevi tratti ha raccontato fatti, persone famose e non, cui ha dato luce”.

“Ha scritto due romanzi, ricchi di spunti autobiografici e memorie d’arte e una biografia di Mauro Bolognini. Nell’’Innamorata’ (Mursia 1965), la protagonista, come lei orfana,  confessa innamorata all’uomo più maturo: ‘Sa che da bambina mi innamoravo delle parole? Ne sceglievo certe che mi incantavano e poi le scrivevo da per tutto’. Pistoia e Roma sono nella vita e nei romanzi. La Newton & Compton nel 1994 ne pubblica il giallo Il ‘Tevere d’oro’, indagine poliziesca di cui una copia dell’Aleph di Borges è filo risolutore”.

“Esile e forte, laica toscana di fulmineo detto, incline all’epigramma, patisce un ictus eppure non cede e ancora mi racconta nel 2005 che sta scrivendo un libro intitolato ‘Nei cassetti della memoria’. Quel libro non vedrà la luce, ma qualche traccia è nel postumo ‘Pistoia e i pistoiesi’ (Settegiorni editrice, 2009). Madre di due maschi, chiude una lettera del 16 gennaio 2005 così: ‘Sto scrivendo qualcosa contro le madri, e come la maternità in genere non sia un fatto soggettivo. Cioè che è madre anche chi non ha figli e che i figli non sono mai della propria madre’. Berenice, spentasi il 3 settembre 2009, è volata polvere nel vento dell’Appennino toscano”.