accadde…oggi: nel 1903 nasce Barbara Hepworth, di Paolo Armelli

https://www.wired.it/play/cultura/2020/08/25/barbara-hepworth-scultrice/

E’ ritenuta una delle scultrici più celebri e affermate a livello internazionale, portando alle estreme conseguenze uno stile scultoreo astratto e decisamente modernista. Nata il 10 gennaio 1903 a Wakefield, nello Yorkshire, Hepworth si dimostrò fin da giovanissima ben portata per la musica e l’arte, vincendo poi una borsa di studio per la Leeds School of Art nel 1920 e nel 1921 venendo ammessa, nonostante l’ambiente tradizionalmente maschile, al prestigioso Royal Collage of Art di Londra, dove si diplomò nel 1924.

Dopo il diploma viaggiò in Italia, fra Firenze, Siena e Roma: il viaggio italiano fu importante perché qui imparò a lavorare il marmo e qui sposò anche il collega scultore John Skeaping. Rientrata in Inghilterra nel 1926, si dedicò a pieno regime alle sue opere, elaborando sculture astratte e dalle linee sinuose, caratterizzate come un vero proprio marchio di fabbrica (poi ripreso anche dall’amico e rivale Henry Moore) da vistosi fori che scavavano la materia. Nel 1933 viaggiò in Francia, dove visitò gli atelier di grandi nomi com Picasso e Brancusi e qui si avvicinò ad Abstraction-Création, movimento convintamente astrattista; lei stessa nello stesso anno il movimento Unit One, che con artisti come Ben Nicholson (poi divenuto il suo secondo marito), Paul Nash e Wells Coates cercava di fondere astrattismo e surrealismo.

L’apice della carriera venne però quando, a partire dal 25 agosto 1939, iniziò a trasferirsi a St Ives, in Cornovaglia, per sfuggire alla seconda guerra mondiale: il suo Trewyn Studios divenne rifugio per moltissimi artisti e una specie di colonia artistica che fu vivace e prolifica per molti anni. In quel luogo Hepworth sperimentò ulteriormente con la sua arte, sostituendo ai suoi consueti materiali come pietra e legno anche argilla e bronzo. A partire dagli anni Cinquanta, grazie anche alla partecipazione alla Biennale di Venezia del 1950 e la vittoria alla Biennale di San Paolo nel 1953, ottenne un grande riconoscimento internazionale anche se vide sempre con grande diffidenza il successo e la fama. Morì, ancora molto attiva a livello artistico (negli ultimi anni sperimentò anche con la litografia), il 20 maggio 1975, all’età di 72 anni, a causa di un incendio scoppiato per errore nel suo stesso amato Trewyn Studios.

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